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La truffa delle bollette: si paga di tutto meno che l’energia. Consumatori in rivolta

Ahi, ahi, ahi. Per le società di fornitura di energia, finalmente, le cose potrebbero cambiare, e di conseguenza per i tanti cittadini sostanzialmente truffati legalmente ogni volta che vanno a pagare le bollette. I costi impropri in fattura hanno ormai superato quelli relativi alla fornitura del servizio. Vale a dire che in bolletta paghiamo di tutto fuorché l’energia che effettivamente utilizziamo. E ora l’Antitrust interviene. Era pure ora… Qui su questo giornale è sin dall’inizio che facciamo questa battaglia, seguendo quella ormai storica del senatore Gianluigi Paragone che, prima in tv e poi in parlamento, è portavoce di milioni di istanze di consumatori agguerriti contro questo sistema folle. La nostra bolletta energetica è composta perlopiù da oneri, costi di distribuzione e tasse. E come se non bastasse sempre nella bolletta elettrica la componente accessoria rischia di questo passo di lievitare ulteriormente.

Come spiega oggi, 10 ottobre, Antonio Castro in un articolo pubblicato su Libero, “i costi per i veri consumi energetici rappresentano appena il 44% del totale. Come dire che per ogni 100 euro di spesa, tra tasse e contributi di sistema, 66 euro finiscono in tutto tranne che in materia prima. Tanto che l’autorità per l’Energia ha ventilato la proposta di mettere questi oneri a carico della fiscalità generale. Nel 2019 – secondo l’ultima Relazione dell’Autorità per l’Energia, Arera – abbiamo speso la bellezza di 14 miliardi e 981 milioni solo in oneri di sistema, incentivi e altri oneri”. Un’enormità.

Ma da cosa sono composte le nostre bollette? “Un abbondante 21,80% della bolletta è composto da una grandinata di impronunciabili voci (Asvrim, Aesos, Arim, ecc), che costituiscono appunto gli ‘oneri di sistema’. Poi c’è la spesa per il trasporto e la gestione del contatore, che incide sulla bolletta dell’utente per un abbondante 20,4%. Infine, come dimenticarle, le tasse e le accise che influiscono sul costo finale per un altro 13,3%%. Tirando le somme la spesa ‘pura’ per la materia energetica arriva a stento al 44,5%. Un differenziale reputato ormai insostenibile anche dall’autorità per l’Energia”.

Che qualcosa non torni è evidente. E infatti ieri – finalmente – l’Autorità garante del Mercato ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti di 13 società fornitrici si luce e gas: Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Weldwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos. Il motivo? “mancanza di trasparenza nell’indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero”. Ecco la nostra energia in cosa si trasforma: in bollette piene di “oneri a carico dei consumatori”.

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