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Unicredit conferma Mustier, l’uomo dei 6500 esuberi e della chiusura di 450 filiali in Italia

Il piano Unicredit 2019-2023 colpirà duramente i dipendenti, i quali ora si preparano – giustamente – a dare battaglia. Unicredit ha previsto infatti 6mila esuberi e la chiusura di 450 filiali solo in Italia. Un’enormità. E chi è l’autore di questo piano? Dell’ad Jean Pierre Mustier, che ora la banca premia con una riconferma: “In linea di principio, è prassi di UniCredit non commentare su voci o speculazioni. Tuttavia, a seguito della recente copertura mediatica sul futuro dell’amministratore delegato di UniCredit, il Gruppo rende noto che Jean Pierre Mustier ha confermato che resterà alla guida della banca”. Lo si legge in una nota ripresa dal Sole 24 Ore.

I tagli, dunque, arriveranno presto. La scusa? Il grande investimento nel digitale. E cosa prevede il piano di Unicredit? Nella lettera che la banca ha inviato ai lavoratori si legge che è intenzione di Unicredit cercare “soluzioni condivise” e in questo ambito si guarda a quelli che maturano “il requisito pensionistico entro il 31 dicembre 2023, con diritto alla pensione fino all’1 gennaio 2024 compreso. Per le altre uscite Unicredit intende invece valutare in via prioritaria l’attuazione dello strumento del fondo di solidarietà di settore”.

“In relazione a questa soluzione la banca dice di ritenere sostenibile far riferimento all’uscita di personale più prossimo al diritto di pensione, con un anticipo medio rispetto al primo requisito pensionistico di 36 mesi, adottando finestre di uscita che garantiscano certezza di realizzazione degli obiettivi di riduzione. Durissima + stata la reazione dei sindacati. La First Cisl: “Deve essere chiaro che non siamo disposti a discutere di esuberi se contemporaneamente non si parlerà anche di assunzioni. La nostra richiesta è che ogni due uscite sia prevista almeno un’assunzione”.

Anche la Fabi, il sindacato autonomo dei bancari, attacca: “Unicredit continua ad avere un atteggiamento inaccettabile: l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier si illude di poterci squadernare un piano a scatola chiusa, di fatto senza discutere i numeri, tutti già cristallizzati nella lettera di avvio di procedura sul confronto che ci è arrivata oggi”, ha detto il segretario generale Lando Maria Sileoni.

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