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Covid, Vaia contro Rezza. Lite ai vertici della sanità italiana: “Come stanno davvero le cose”

Pubblicato il 30/11/2023 08:31

La situazione è sotto controllo e “non bisogna allarmare gli italiani”. Questo il messaggio, chiarissimo, lanciato dal Direttore della Prevenzione al ministero della Salute Francesco Vaia. Parole che sono sembrate quasi una bacchettata al suo predecessore, Gianni Rezza, che dalle pagine di Repubblica aveva lanciato l’allarme sulla doppia ondata di Covid in arrivo con l’inverno e che avrebbe potuto portare gravi difficoltà alle strutture ospedaliere. Di tutt’altra opinione Vaia, che intervistato dalla Stampa ha invece richiamato alla calma, senza isterie. Concordando però con Rezza su un punto: “La necessità di rivoluzionare il sistema di rilevazione dei contagi Covid, da tre anni basato sui tamponi. Che però oggi fanno in pochi, facendo così sottostimare il virus in circolazione”. (Continua a leggere dopo la foto)
“Problemi al cuore come miocarditi e pericarditi.” Vaia in diretta gela il pubblico (VIDEO)

vaia rezza covid

“Stiamo cambiando gli indicatori di monitoraggio Covid grazie al lavoro con l’Iss e con i medici di famiglia – ha spiegato Vaia – con gli indicatori nuovi non faremo tamponi inutili ma i dati Covid saranno più in linea con quello che oggi è la malattia e in cosa esita”. Come per l’influenza, la diffusione del virus sarà rilevata attraverso segnalazioni di un campione rappresentativo di medici sparsi per il territorio. (Continua a leggere dopo la foto)

vaia rezza covid

Alcuni virologi, nelle scorse settimane, avevano usato toni decisamente allarmanti di fronte alla possibilità di una nuova impennata nei contagi. Smentiti, però, da chi sottolinea come il virus sia ormai poco pericoloso, del tutto simile a un’influenza con la quale è necessario convivere. Gli italiani hanno seguito questa seconda linea di pensiero, come testimoniato dal crollo delle vaccinazione: dal 17 al 23 novembre, sono state 178 mila contro le 183 mila della settimana precedente. (Continua a leggere dopo la foto)

vaia rezza covid

Complessivamente, per ora si è vaccinato soltanto il 6% della popolazione che potrebbe ricevere la somministrazione. Dati che hanno deluso Vaia, che però non si è lasciato andare ad allarmismi: “Leggo di persone che ancora non perdono il vizio di spaventare, mentre è il caso di spiegare, comprendere, senza nascondere assolutamente nulla”.

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