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“Se ne va un pezzo di storia.” USA in lutto per la scomparsa del “grande vecchio” della politica estera

Pubblicato il 30/11/2023 08:15 - Aggiornato il 30/11/2023 08:19

Il decesso di Henry Kissinger a 100 anni rappresenta la perdita di un’icona della diplomazia, secondo quanto riportato dal “Washington Post”. Il politico, che ha esercitato un’influenza straordinaria sulla politica estera degli Stati Uniti negli anni ’70 e oltre, è scomparso nella sua residenza in Connecticut. Nel corso della sua illustre carriera, Kissinger ha giocato un ruolo chiave in momenti cruciali della storia internazionale. La sua abilità diplomatica si è evidenziata nella normalizzazione dei rapporti tra gli Stati Uniti e la Cina, nelle negoziazioni per la conclusione della complessa Guerra del Vietnam e nella gestione delle intricate relazioni con l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. (Continua dopo la foto)

Nonostante ciò, la sua figura è stata oggetto di controversie, con opinioni divergenti sulla sua eredità. La celebre massima “il potere è il massimo afrodisiaco” riflette la sua filosofia pragmatica, spesso a discapito dei valori democratici in favore della realpolitik. La sua capacità di plasmare gli eventi internazionali è indiscutibile, ma le critiche sono sorte per decisioni considerate brutali e illegittime, come il coinvolgimento nella Cambogia e il supporto al colpo di Stato in Cile nel 1973. (Continua dopo la foto)

La sua influenza duratura si riflette nelle dinamiche globali, ma il suo approccio ambiguo ha diviso l’opinione pubblica tra coloro che lo vedevano come un genio diplomatico e coloro che lo consideravano un protagonista delle tenebre. La sua vita è stata un complesso puzzle geopolitico, con ogni mossa mirata a consolidare la posizione degli Stati Uniti come superpotenza. Anche negli ultimi giorni, Kissinger è rimasto attivo nella sfera pubblica, partecipando a incontri di rilievo, come quello con la premier italiana Giorgia Meloni.