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Vaccino, quella riunione segreta tra l’Italia e la Pfizer per accaparrarsi le dosi

Nella giornata di ieri, 9 novembre, la Pfizer ha stupito il mondo intero dando un annuncio inatteso: il loro vaccino contro il Covid sarebbe pronto e efficace. Mentre l’emergenza pandemica continua, dagli Stati Uniti è arrivata dunque la buona notizia: il vaccino è quasi pronto, questa volta per davvero. Ma, a quanto pare, questa notizia non era poi così “riservata”, visto che i vertici dell’azienda, già il 29 ottobre, hanno partecipato a una riunione – definita “segreta” da un retroscena di Repubblica – con il ministro Speranza per raggiungere un accordo sulle dosi da consegnare all’Italia. Ma possibile che deve essere sempre tutto segreto? L’Italia in quella circostanza avrebbe dunque stipulato un “patto segreto” per prenotarne già 3,4 milioni di dosi per gennaio, che serviranno per vaccinare 1,7 milioni di cittadini. Non basterà infatti una singola puntura a persona per ottenere l’immunità ma ce ne vorranno due.

“Ministero della Salute, 29 ottobre scorso. Alcuni dei massimi rappresentanti della Pfizer si collegano in video-conferenza con Roberto Speranza. L’incontro è riservatissimo, l’obiettivo vitale: pianificare tempistica, dettagli tecnici e logistici per avviare la vaccinazione anti Covid di 1,7 milioni di italiani già a partire dalla seconda metà di gennaio 2021”, scrive Repubblica. All’Italia spetterà quasi certamente il 13,5% del totale della prima tranche. 

Come organizzare la più grande operazione di vaccinazione su larga scala della storia dell’umanità – prosegue Repubblica – è oggetto del lavoro della commissione istituita al ministero. I problemi logistici, oggetto dell’incontro ultrariservato con il ministero, sono imponenti: dove e come conservare milioni di vaccini, come trasportarli in sicurezza e dove effettuare le punture. Il vaccino di Pfizer/Biontech deve essere conservato a 80 gradi sotto zero. E questo è uno dei grossi problemi, in tutto il mondo. In Italia gli unici due aeroporti certificati per ricevere farmaci sono Fiumicino e Malpensa, ma non sono attrezzati con frigo a così basse temperature.

Tutti i vaccini per altre malattie, ad esempio l’influenza, vengono infatti conservati a -2/-8 gradi. La catena del freddo deve essere assicurata dal momento in cui il farmaco esce dal sito produttivo a quando la dose viene somministrata. L’esercito si occuperà del trasporto, forse di allestire alcune delle strutture necessarie a somministrare il vaccino. Si partirà, come detto, dal personale sanitario e dalle Rsa. Tutti i dettagli finiranno nel piano che Bruxelles pretende il prima possibile dai governi.

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