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“Un regalo ai novax”. “Dovevano mantenerlo”. I talebani del vaccino non mollano

Pubblicato il 30/03/2022 16:14

Ormai (nostro malgrado) siamo abituati a sentire le sparate dei cosiddetti “talebani del vaccino”. Sono quei personaggi che negli ultimi due anni non si sono risparmiati nel formulare esternazioni tanto sensazionalistiche quanto discutibili, del tutto prive di logica e di basi scientifiche. Alla (finta) fine dello stato d’emergenza, dopo qualche giorno di riflessione su cosa vorrebbero fare da grandi, ecco che alcune vedove del Green Pass tornano alla carica, in barba ad ogni evidenza accademica ed in scherno all’intelligenza altrui.
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Lopalco torna a spararle grosse

«L’addio al Green pass rafforzato è un regalo ai no vax. Il fatto di abolirlo da un giorno all’altro, il fatto di dire che si può tornare a lavorare significa, come messaggio comunicativo: “abbiamo scherzato. Avete fatto bene a resistere”». A pronunciare queste parole è l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento, che si dice anche totalmente contrario al ritorno al lavoro degli insegnanti non vaccinati, i quali potranno riprendere l’attività, benché senza avere il contatto diretto con i ragazzi e facendo il tampone.
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Il delirio continua

L’intrepido igienista continua nella sua delirante esposizione: «Le persone che non volevano vaccinarsi piuttosto che fare il vaccino, come ha fatto il 90% del Paese, hanno trovato scuse, hanno perso tempo, hanno presentato certificati, hanno presentato ricorsi, hanno perso tempo in attesa di ciò che poi è arrivato, la “sanatoria”. E’ un favore che si è fatto oltre che ai no vax anche alle parti politiche che strizzano l’occhio a queste persone». Aggiunge poi che «L’isolamento di un positivo a Sars-CoV-2 è una misura minima da conservare. E’ più che condivisibile dunque il mantenimento della quarantena di 7 giorni per i positivi anche dopo il primo aprile»
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Anche Galli si aggiunge al coro

Anche il famoso Prof. Galli, l’uomo dalla testa dondolante in saecula saeculorum, non ha mancato l’occasione di tornare alla ribalta dei giornali tramite le sue dichiarazioni d’amore eterno verso il lasciapassare verde. «E’ stato un errore far saltare il Green pass rafforzato. Potevamo e dovevamo riaprire mantenendo il certificato verde. E anche il ritorno al lavoro, per particolari categorie, come gli insegnanti, si poteva fare diversamente, anche valutando, caso per caso, la presenza di risposte anticorpali. Ma certo non cancellando tutto dalla sera alla mattina. Così hanno vinto i no vax e abbiamo ridotto, in maniera significativa, l’incentivazione alla vaccinazione», ha detto all’Adnkronos Salute l’ex direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano.
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Il folle collegamento tra Green Pass e Omicron 2

Il “bubblehead della medicina” ha poi concluso facendo una strana associazione: «ultimamente di vaccinazioni se ne vedono ben poche, in particolare tra bambini e adolescenti. Rimango del mio parere: sarebbe stato assai opportuno mantenere il Green pass rafforzato. Purtroppo buona parte dell’Europa ha preso la stessa decisione in un momento in cui non era il caso di prenderla, tanto è vero che è partita un’altra piccola ondata legata ad Omicron 2».
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Benché oramai anche i sassi abbiano contezza del fatto che il Green Pass non limita in alcun modo la diffusione del virus, benché ormai siano le stesse case farmaceutiche ad ammettere che il vaccino non previene in alcun modo la trasmissione del virus, ecco che le cosiddette virostar da salotto italiane non perdono occasione per esporre pubblicamente tesi che anche uno scolaretto sarebbe, oggigiorno, in grado di smontare. Chissà per quanto tempo dovremo ancora sorbirci i vuoti personalismi di questi personaggi…

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