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Un flop chiamato Malpensa: dall’avvio del Linate Bridge, è boom di ritardi in aeroporto

Pubblicato il 20/08/2019 12:43

18 milioni di euro, quelli investiti dalla società Sea per gestire il cosiddetto Bridge, ovvero il trasloco per tre mesi dei voli di Linate all’interno di Malpensa. Un’operazione che però, stando a uno studio compiuto dalla Cub Trasporti, non ha dato i suoi frutti. Dal 27 luglio, ovvero da quando Malpensa ha inglobato anche il traffico di Linate, più di 200 voli al giorno subiscono infatti dei ritardi, dando vita a una situazione decisamente spiacevole per i passeggeri.

“Se analizziamo i dati – si legge nello studio – possiamo verificare che la situazione è ormai consolidata con un terzo dei voli che regolarmente è in ritardo di oltre 15 minuti, mentre per chi parte centinaia di valigie restano regolarmente a terra, e chi arriva deve attendere anche ore per ricevere il proprio bagaglio”. Il giorno peggiore è stato lo scorso 2 agosto, con 294 ritardi accumulati, di cui 77 sono voli Alitalia.

“Non ci convincono le tesi aziendali che parlano per la consegna dei bagagli di un dato fisiologico nella norma (da 1% a 2%) di bagagli non caricati nello stesso volo, mentre per i ritardi sostengono che non sono dovuti alla gestione aeroportuale di Malpensa” spiegano dalla Cub Trasporti. Secondo la sigla di base, a oltre venti giorni dall’avvio del Bridge che, come sostenuto dai vertici Sea, doveva dimostrare che Malpensa può puntare nei prossimi anni a questi livelli di traffico, la Grande Malpensa è un esperimento che non deve avere seguito.

“Gli stessi dirigenti, oltre a spiegare come mai la compagnia Alitalia ha questa situazione di ritardi, debbono anche prendere atto che oltre ai danni subiti dal territorio e dai lavoratori ci sono anche i danni ai passeggeri”.

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