in

Tutti gli sprechi dell’Europa. Come usano (male) i nostri soldi

Non solo gli italiani! Anche ai vertici alti europei gli sprechi sono all’ordine del giorno nonostente il periodo complicato del Covid-19. Così tra una riunione e l’altra, mentre decidono con quale strumento finanziario a debito, tra i diversi presenti nel ventaglio, tirare la cinghia, soprattutto alle finanze italiane, e quale nome dargli -perchè alla fine di questo si tratta, il meccanismo è lo stesso per tutti- i membri dell’esecutivo europeo non rinunciano alle comodità di lusso.

La norma è ‘snobbare i voli di linea’ e prediligere i cosiddetti aerotaxi, voli charter privati. In 4 mesi, da dicembre 2019 a marzo 2020, solo la Von der leyen ha speso in missioni oltre 56mila euro. C’è chi supera perfino la stessa presidente, come l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicrezza Josep Borrell, il quale raggiunge circa 64mila euro in 4 mesi.

Paradossalmente non è da meno il commissario con la delega alla gestione della crisi, il quale alla crisi risponde spendendo in tre giorni oltre17 mila euro per “visita ufficiale a Ouagadougou e per l’incontro con l’Unione africana ad Addis Abeba”.

Secondo i calcoli di Panorama da dicembre a marzo, i commissari, solo di viaggi, hanno speso una cifra di oltre 640mila euro. A quanto pare c’è chi sfrutta le missioni istituzionali per tornare spesso in patria. Ad esempio il commissario per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski è stato impegnato finora in 11 missioni. 7 di queste lo hanno riportato nella ‘sua’ Polonia. Proprio quanto successo con la croata Dubraavka Suica, su 15, 10 avevano come destinazione Zagabria.

Questo dei viaggi extra-comfort in realtà rappresenta uno tra i diversi benefici d’oro di cui godono i ‘nostri rappresentanti’ all’Ue. Basti pensare che la retribuzione del presidente della Commissione si aggira intorno ai 27mila euro mensili, cui si aggiungono almeno altre due indennità di residenza e di rappresentanza, e quella dei vicepresidenti 24.852, cui vanno aggiunte le medesime indennità.

Nel complesso gli stipendi per i 27 ‘principi’ membri della Commissione, secondo quanto riporta Panorama dal bilancio Ue di quest’anno, costeranno 10 milioni 946 mila euro. Senza poi addentrarci nel merito di tutto il resto.

I ’27’ sono una piccola parte della gigantesca macchina. Il personale costerà 199 milioni. 58,2 milioni a disposizione degli eurocommissari per missioni, indennità di viaggio e spese di rappresentanza; 2 miliardi 825 milioni di spese amministrattive; 3,6 milioni di ‘indennità transitorie’ -che Panorama descrive come una sorta di premio di fine mandato-; dulcis in fundo troviamo 6,7 milioni per le pensioni degli ex membri della Commissione. 

Mentre c’è chi si gode il ‘trattamento speciale’, c’è chi non sa come fare per far quadrare i conti delle spese del mese. Vittima delle decisioni che vengono prese dai ‘piani alti’, vedrà sempre meno rispettati i propri diritti, che dovrebbero essere garantiti dallo Stato. Ma lo Stato non può essere forte, è ingabbiato nell’euro-trappola. All’interno della quale le regole di ‘rientrare nei bilanci’ sono ciecamente imposte, anche a costo di chiudere ospedali e di mandare i propri figli in scuole dalle strutture fatiscenti. Tutto ciò è così assurdo che potrebbe risultare surreale, ma la realtà è questa ed è per tale ragione che noi di Italexit.it diciamo basta.

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!

Migranti, il governo non sa che fare: tensioni, accuse reciproche e inquietanti silenzi

“A rischio 850 mila posti di lavoro”: l’allarme choc lanciato dai sindacati