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“Condominio, ecco la truffa più diffusa tra gli amministratori”: il clamoroso report

Pubblicato il 15/09/2023 10:32 - Aggiornato il 15/09/2023 12:06

Possiamo realmente fidarci degli amministratori di condominio e della loro gestione delle spese collettive? Una domanda che sicuramente tantissime famiglie si sono poste almeno una volta nella vita e alla quale, in queste ore, ha cercato di rispondere La Stampa attingendo alle stime di Confabitare, associazione che rappresenta “i proprietari di immobili e che ogni mese riceve denunce e reclami da parte di condomini raggirati”. Cosa è venuto a galla? Nonostante il 43% dei condomini italiani voglia fortemente un amministratore per la gestione della contabilità, succedono purtroppo spiacevolissimi episodi. Nel 5% dei casi è successo che gli amministratori abbiano svuotato il conto del condominio e siano scappati. Più frequente, invece, un preciso raggiro. (Continua a leggere dopo la foto)
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L’ingegner Francesco Burrelli, presidente di Anaci, la più grande associazione di amministratori locali, ha sottolineato come il problema vada analizzato “da ambo i lati, ossia anche da quello degli inquilini che scelgono quasi sempre l’amministratore che costa meno anziché quello più adeguato a ricoprire il ruolo”. Nel nostro Paese, la gestione dei condomini è affidato a 20 mila professionisti iscritti in ben 49 associazioni di categoria. Ma ad amministrare palazzi e palazzine sarebbero in realtà molti di più, almeno 80 mila. Tra questi, anche qualche truffatore o furbetto. (Continua a leggere dopo la foto)

La truffa più comune, come facilmente intuibile, è quella che vede l’amministratore di condominio accordarsi con le ditte incaricate di alcuni lavori per intascare una percentuale: “Si viaggia intorno all’80% dei casi” secondo La Stampa, una percentuale altissima e che conferma come il fenomeno sia putroppo diffusissimo. (Continua a leggere dopo la foto)

La normativa vigente però non aiuta i proprietari di immobili. L’amministratore infatti agisce su delega dei condomini che lo nominano e questi ultimi sono responsabili delle sue azioni, dovendo quindi controllarne l’operato. Altrimenti sono responsabili di omesso controllo e costretti a pagare una seconda volta i fornitori. Come è recentemente accaduto a mezza Casale Monferrato, in Piemonte. Parliamo degli abitanti di 85 condomini, oltre seimila persone, che hanno scoperto di dover pagare nuovamente le rate di gas, teleriscaldamento e acqua potabile che pensavano di aver saldato versando all’amministratore le loro quote condominiali.

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