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Conte-ter a rischio, e parte il totopremier: i nomi in lizza per Palazzo Chigi

Le quotazioni di un Conte-ter scendono di ora in ora. E così è partito il totopremier. Chi al posto del fu avvocato del popolo? Oggi il premier si presenterà al Quirinale da Sergio Mattarella per dimettersi, ma con un foglietto recante il numero di senatori, costituiti in gruppi, in grado di sostituire al Senato i diciotto di Italia Viva e di fargli riavere l’incarico. Per il PD altre maggioranze, senza Italia Viva, non ci sono e i giorni di attesa perché uscissero dal cilindro di Palazzo Chigi sono stati già molti e “costosi”. Conte sta ancora tentando di farsi, in fretta e furia, una forza parlamentare propria e che magari possa andare alle consultazioni al Quirinale. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega Il Messaggero: “I motivi per non stare sereni effettivamente non mancano. Mentre ai piani altissimi del M5S il nome di Conte per Palazzo Chigi è blindato, lo è molto meno nei gruppi parlamentari ai quali Renzi piace poco, ma ritengono inaccettabile ritrovarsi in maggioranza con Maria Rosaria Rossi e Renata Polverini”. O, peggio ancora, con tutta Forza Italia. “D’altra parte – scrive il quotidiano romano – al momento della formazione del “Conte l” fu l’allora capo politico Luigi Di Maio a dire “no” a Matteo Salvini che propose di allargare la maggioranza al partito di Silvio Berlusconi”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Molta acqua è passata sotto i ponti del grillismo, ma quel veto rimane, soprattutto se sul tavolo c’è l’alternativa di Iv. “Ai 5S più che il nome per Palazzo Chigi interessa il perimetro dell’alleanza e, al motto “meno siamo, meglio stiamo”, resiste anche all’allargamento. Molto dipende, quindi, da cosa diranno nei prossimi due giorni le delegazioni dei partiti che si recheranno al Quirinale per le consultazioni”. Mattarella cercherà di capire quale margine ha la maggioranza uscente di ricomporsi in maniera stabile e coesa. (Continua a leggere dopo la foto)

Tra il Conte-ter e il governo elettorale, prende però quota l’idea di un esecutivo politico, “affidato ad un non-politico come Marta Cartabia. Una ripartenza con una novità non da poco, visto che si tratterebbe della prima donna presidente del Consiglio. Il Pd che si stringerà intorno a Conte nella misura in cui lo farà il M5S che potrebbe tornare ad avanzare l’idea di occupare Palazzo Chigi, ma stavolta direttamente, se non con Luigi Di Maio con Stefano Patuanelli che dal ministero dello Sviluppo Economico ha sviluppato saldi rapporti”.

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