in

Tanta gente davanti alla Rai per dire “No” al bavaglio televisivo

Una passeggiata fuori dalla sede romana della Rai per dire basta a una televisione che dovrebbe, bene usare il condizionale, essere e rimanere pubblica e che invece si è allineata da tempo a un pensiero unico, quello di scienziati e virologi che non possono mai essere messi in discussione nonostante si muovano a casaccio, senza sapere nemmeno loro quale strada intraprendere. Una protesta dai tanti volti, con il senatore Gianluigi Paragone in prima fila insime all’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato per le Terapie Domiciliari.

Paragone guida la protesta fuori dalla Rai: "Basta con la tv di Stato"

Proprio l’informazione sul Covid-19 e sulle modalità di contrasto del virus è stata al centro della manifestazione. Grimaldi, accompagnato da alcuni pazienti che hanno ricevuto cure all’interno della propria abitazione, si è chiesto “perché in Rai non si sia mai parlato della possibilità di fare assistenza a domicilio alle persone positive? Ci abbiamo provato tante volte, inutilmente. Una situazione comprensibile a marzo, quando la Lombardia era in ginocchio e la priorità era dare indicazioni precise agli italiani. Non più ora”.

Un dissenso pacifico, con i presenti che hanno girato più volte intorno alla sede Rai di viale Mazzini intonando il coro “Rai libera, Rai libera”. E chiedendo “onestà da una televisione pubblica che pubblica non è”. Tra i partecipanti, insieme alla giornalista Angela Camuso, anche persone venute da fuori Regione, come Umbria ed Emilia-Romagna, con un collegamento in diretta ai microfoni di Radio Radio per spiegare le ragioni di una protesta indirizzata al presidente Rai Marcello Luigi Foa, al quale è stato chiesto inutilmente un confronto.

Vogliamo sapere perché personaggi come Bruno Vespa, Fabio Fazio o Lucia Annunziata sono così restii a dar voce a chi parla una lingua diversa, non allineato al pensiero unico scientifico” ha spiegato il fondatore di Italexit Paragone. Nel mirino anche l’informazione sui vaccini: “Non siamo contrari, vogliamo sapere davvero come funzionano questi farmaci e quali sono i rischi”. Inutile il tentativo di citofonare al presidente Foa per un faccia a faccia: cancelli chiusi, perfetta metafora di una tv pubblica sempre più simile a una tv di Stato.

Ti potrebbe interessare anche: “La proroga dello stato d’emergenza?”, così Cassese distrugge Draghi e il governo

Zambon: “Ho lasciato l’Oms senza Tfr, oggi vivo con mia mamma”

Novara, camion forza blocco durante una manifestazione per il lavoro, sindacalista investito e ucciso