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“Anche lì c’è lo zampino di Soros!” Clamoroso scoop del NY Post: ecco a chi vanno i finanziamenti del “filantropo”

Pubblicato il 30/10/2023 19:38 - Aggiornato il 30/10/2023 19:53

L’ambigua figura di George Soros, l’onnipresente e onnipotente burattinaio della geopolitica e dell’alta finanza, non poteva mancare, seppure in via indiretta, nelle proteste pro-Palestina e ci sarebbe sempre lui dietro numerosi e cospicui finanziamenti ad Hamas, l’organizzazione terrorista che ha dato prova di inenarrabile ferocia. Pur essendo egli stesso di origine ebraica, Soros, nato in Ungheria 93 anni fa, avrebbe evidentemente un disegno più ampio, come sempre volto al caos e al disfacimento dell’Occidente, attraverso una polarizzazione mai tanto marcata quanto quella generata nell’opinione pubblica dal conflitto tra Hamas e Israele: Divide et impera, è lo schema consolidato. La sua Open Society Foundations agisce come una sorta di governo ombra transnazionale. Il miliardario, che dagli Stati Uniti si è spostato a Londra, a partire dal 2016 ha versato oltre 15 milioni di dollari ai gruppi più radicali che sono scesi in piazza negli Stati Uniti in queste settimane, con i manifestanti più agitati che hanno apertamente applaudito gli attacchi terroristici di Hamas contro Israele e scandito inquietanti cori antiebraici. La notizia-bomba la dobbiamo al New York Post, che ha analizzato i bilanci della Open Society Foundations. (Continua a leggere dopo la foto)
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soros dietro sostegno hamas

I beneficiari

Si scopre, dunque, che ha inoltre donato nel tempo 13,7 milioni a Tides Centers, un gruppo di estrema sinistra che a sua volta, e questo è notorio, finanzia organizzazioni politicizzate sul tema della causa palestinese in chiave antisraeliana. Tides Centers, ad esempio, sostiene tra le altre anche la Ong Samidoun, altresì nota come Palestinian Prisoner Solidarity Network. Tra i beneficiari di Tides, come ricostruisce il Giornale, c’è l’Adalah Justice Project, con sede nell’Illinois, che il giorno del massacro del 7 ottobre ha postato su Instagram una foto di un bulldozer che abbatteva parte della recinzione di confine di Israele e una didascalia: “I colonizzatori israeliani hanno creduto di poter intrappolare indefinitamente due milioni di persone in una prigione a cielo aperto… Nessuna gabbia rimane incontrastata“. I membri dell’Adalah Justice Project hanno recentemente organizzato una manifestazione nella quale sono stati intonati canti antisemiti ed è stato sventolato un cartello con la scritta “Non condanno Hamas”. Nel 2020, poi, ha donato 34 milioni a sostegno di altre Ong quali Al Haq e Al Mezan, che Israele aveva già inserito nella sua black list, in quanto considerate vicine a organizzazioni terroristiche tra cui il Fronte popolare per la liberazione della Palestina. George Soros ancora, ha donato 30mila dollari nel 2020 a Desis Rising Up and Moving, un altro organizzatore della protesta di Bryant Park a New York (in cui sono state arrestate 139 persone). E non finisce qui: Open Society Foundations ha elargito 60mila dollari, nel 2018, all’Associazione Arabo-Americana di New York, anch’essa distintasi per posizioni smaccatamente antisemite, ancor prima che pro-Palestina. Altri gruppi di difesa palestinese sostenuti da Soros, i cui membri hanno vomitato odio alle manifestazioni dopo il massacro, conclude il New York Post, “includono Jewish Voice for Peace e If Not Now, che hanno ricevuto, rispettivamente, 650mila e 400mila dollari“. (Continua a leggere dopo la foto)
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soros dietro sostegno hamas

Chi è (davvero) George Soros

La chiamano filantropia, in realtà è politica. Dunque, apriamo una doverosa parentesi per ricordare anche le donazioni a Ong che si occupano dei diritti dei migranti e dei rifugiati, quelle che pattugliano il Mediterraneo per intenderci. Ma anche l’ambientalismo più radicale è dalle sue fondazioni ben foraggiato. Per chi non lo sapesse, George Soros nel 1992 affossò la lira, speculando sulla nostra moneta e guadagnando, in pochi giorni, oltre 2 miliardi di dollari, e per attività speculative affatto dissimili è stato condannato in contumacia all’ergastolo in Indonesia e alla pena di morte in Malesia. Sempre nel 1992, è passato alla storia come “l’uomo che ha distrutto la Banca d’Inghilterra”, poiché, durante la crisi monetaria britannica del cosiddetto Mercoledì Nero, vendette allo scoperto 10 miliardi di dollari in sterline, operazione che gli fruttò un miliardo di dollari. Soros ha altresì ammesso, in passato, in diretta televisiva alla CNN di aver finanziato la “rivoluzione colorata” dell’Ucraina di piazza Maidan per “favorire l’inserimento di una giunta amica degli Stati Uniti”. Ha ammesso, infine, di aver finanziato anche la Rivoluzione delle Rose in Georgia, la Rivoluzione dei Tulipani in Kirghizistan, la Rivoluzione Zafferano in Myanmar e la rivoluzione verde in Iran.

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