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“Va risarcita e reintegrata a lavoro”. La storica sentenza che smonta l’obbligo vaccinale di Draghi e Speranza

Pubblicato il 29/04/2023 08:30 - Aggiornato il 29/04/2023 08:38

Una dipendente dell’Asl di Siena, amministrativo nell’ambito sanitario, sospesa perché non vaccinata nonostante fosse guarita dal Covid. Riammessa, però, e risarcita a seguito di una sentenza del giudice del Lavoro. Una decisione, l’ennesima, arrivata come conferma dei tanti errori commessi durante la gestione della pandemia, quando i diritti degli italiani sono stati calpestati in nome di un presunto bene superiore in realtà inesistente. A raccontare questa vicenda è stato l’avvocato Antonio Panella, difensore della dipendente protagonista della vicenda, alle telecamere della trasmissione È l’Ora della Verità, in onda su Byoblu. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Questa sospensione è stata erogata nel mese di giugno 2022 – ha spiegato il legale – Ci siamo subito rivolti al Tribunale di Siena, con un ricorso d’urgenza, affinché la lavoratrice potesse essere subito reintegrata. Il giudice ha emesso un’ordinanza che ha disposto l’immediato reintegro. Così facendo abbiamo raggiunto, già nella fase cautelare, un importante risultato”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il giudice – ha spiegato Panella – ha rilevato alcune violazioni della Costituzione e del diritto comunitario. La sentenza, che ha permesso alla dipendente il ritorno alle proprie mansioni, ha imposto allo Stato di versarle le mensilità non usufruite”. Una decisione arrivata nonostante, nei mesi scorsi, la Corte Costituzionale abbia difeso l’obbligo vaccinale, tra le proteste di tanti italiani. (Continua a leggere dopo la foto)

“Sappiamo che, da agosto 2022 a oggi, ci sono state tre disastrose sentenze della Corte Costituzionale in cui la medesima ha dichiarato la legittimità dell’obbligo vaccinale – ha sottolineato Panella – Questo poteva mutare gli equilibri di alcuni tribunali di merito, ma non ha spostato l’orientamento del giudice del lavoro di Siena che non solo ha riconfermato l’illegittimità dell’obbligo vaccinale, ma ha anche ‘bacchettato’ la Consulta stessa perché si è basata su dati non attendibili e non ha considerato una delegata della Pfizer che aveva ammesso, davanti alla commissione di inchiesta del Parlamento europeo, l’assenza di studi sull’efficacia del siero realizzato”.

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