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Sanzioni alla Russia, ecco chi le ha sostenute e perché per colpa loro passeremo l’inverno al freddo

Pubblicato il 26/07/2022 16:42

A 5 mesi dall’inizio della guerra in Ucraina, è il caso di iniziare a tirare le somme sulle politiche adottate dal governo italiano e, in generale, dalle forze presenti in Parlamento. Il clamoroso fallimento delle sanzioni alla Russia di Putin è sotto gli occhi di tutti. Stesso discorso per quanto riguarda l’invio delle armi all’Ucraina, che nonostante i carichi di materiale bellico ricevuti, alla fine, sta perdendo una guerra dall’esito già scritto in partenza, pagando un caro prezzo in termini di vite umane a causa anche e soprattutto del prolungamento del conflitto. Ma quali sono state le posizioni delle forze politiche italiane? Facciamo un breve riepilogo.
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Tutti i complici del disastro italiano

A reggere il gioco delle sanzioni e dell’invio delle armi, allineandosi ai diktat dell’Unione Europea e di Mario Draghi, sono stati pressoché tutti gli esponenti dei partiti presenti nell’esecutivo, con un corposo supporto del più grande partito della “finta” opposizione, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. E’ grazie al placido benestare della Lega di Matteo Salvini, di Forza Italia di Silvio Berlusconi, del PD di Enrico Letta, del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, con anche l’aiuto dei “partitini” di Calenda, Renzi e compagnia cantante, se l’Italia, oggi, si trova sull’orlo del baratro. L’unica vera opposizione a queste decisioni scellerate in sede di discussione parlamentare, è arrivata dal partito capitanato da Gianluigi Paragone, Italexit per l’Italia. Il leader Paragone ed i senatori appartenenti al gruppo politico, hanno più volte espresso la loro contrarietà sia all’applicazione di sanzioni potenzialmente suicide, sia all’invio delle armi in Ucraina, sostenendo altresì la via diplomatica.
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Il solito “balletto” della Lega di Salvini

In un articolo del 27 febbraio 2022, Il Giornale scriveva: “Ancora più prudente la posizione di Matteo Salvini. «Se blocchi la possibilità di fare pagamenti bancari metti in conto che fra qualche settimana l’Italia possa rimanere al buio e al freddo. Cerchiamo di fare tutto il possibile senza lasciare milioni di italiani al freddo e senza costringere l’Italia al blackout»”. Profetico il leader della Lega nel descrivere una situazione che sarebbe poi stata molto vicina alla realtà, salvo poi votare in maniera compatta la risoluzione europea per l’embargo completo verso Mosca, dichiarando: «sosterremo le sanzioni alla Russia» (VIDEO). Insomma, il solito balletto di Salvini nel dire una cosa per poi fare l’esatto opposto al momento della resa dei conti.
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Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, i guerrafondai

Anche Giorgia Meloni con il suo partito Fratelli d’Italia si è resa complice e fautrice del disastro che stiamo vivendo in Italia. Una serie di decisioni i cui effetti avranno conseguenze nefaste per ancora lungo tempo. Sempre nel febbraio del 2022, i giornali scrivevano: “Fratelli d’Italia auspica un voto unitario in Parlamento”. E lo hanno ottenuto. Giorgia Meloni si è sempre dichiarata apertamente a favore delle sanzioni alla Russia e all’invio delle armi in Ucraina. «Si vis pacem para bellum», diceva la leader di FdI in una conferenza a Orlando (VIDEO), negli Stati Uniti, sempre nel febbraio 2022. Sempre in quell’occasione Giorgia Meloni asseriva: «Siamo dalla parte di una nazione orgogliosa, che sta insegnando al mondo cosa significhi combattere per la libertà». Curioso che simili parole siano arrivate da chi ha avallato proprio quelle limitazioni della libertà personale derivate da vaccinazione di massa e adozione del Green Pass (VIDEO).
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Berlusconi e Forza Italia sostenitori a capo chinato

Anche Berlusconi e Forza Italia sono stati complici attivi nel causare la delicata situazione in cui verte oggi l’Italia. Il suo partito ha sempre appoggiato tutte le decisioni del governo Draghi e, quando c’era da decidere per l’applicazione delle sanzioni alla Russia e per l’invio delle armi all’Ucraina, l’ex Cavaliere non ha fatto mancare il proprio sostegno. L’11 maggio 2022, in un’intervista con la Repubblica, la ministra per il Sud di Forza Italia, Mara Carfagna, ha dichiarato che «se non fornissimo armi a Kiev, la Russia raderebbe al suolo l’Ucraina e al tavolo della diplomazia non si parlerebbe di pace ma di capitolazione, di resa senza condizioni». Lo andasse a spiegare ora agli ucraini, le cui false speranze di vincere la guerra sono state alimentate proprio da simili dichiarazioni, causando pesanti perdite tra i contingenti gialloblù.
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Le responsabilità di Conte, Calenda, Renzi e degli altri partiti

Nonostante la caduta del governo sia stata causata in larga parte dal Movimento 5 Stelle, non possiamo dimenticarci delle posizioni espresse (VIDEO) dal suo leader Giuseppe Conte, prima di entrare in modalità “campagna elettorale” compiendo una clamorosa giravolta. Assieme all’alleato di governo Enrico Letta ed il suo PD, infatti, hanno tutti votato a favore delle sanzioni e dell’invio delle armi all’Ucraina. Come anche tutti i partitini satellite dei vari Calenda, Renzi e compagnia. Nel marzo 2022, dopo la votazione alla Camera riguardo l’invio delle armi, i giornali scrivevano: “Un voto a larghissima maggioranza, peraltro confermato una settimana fa col sì di Montecitorio al Decreto Ucraina, che ha unito i partiti di maggioranza (Pd, Lega, Forza Italia, M5S, Leu) a Fratelli d’Italia, anch’essa favorevole. Pochissimi parlamentari contrari, tra cui Gianluigi Paragone (Italexit)”. E ancora, sulle votazioni al Parlamento Europeo per l’applicazione delle sanzioni alla Russia: “L’intera rappresentanza italiana al parlamento europeo ha votato a favore. Lega, Pd, Fi, FdI, M5s, IV e Verdi (ex M5s) e Calenda condannano le mosse della Russia e si esprimono per nuove misure sanzionatorie”.
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L’Italia e l’Europa piangono, la Russia festeggia

Che quelle decisioni siano state un vero e proprio suicidio, oggi, è lapalissiano. D’altro lato sarebbe bastato utilizzare un po’ di buonsenso per capire che i dettami della Nato e dell’Unione Europea non avrebbero portato a nulla di buono. D’altro lato lo insegnano alle scuole elementari, o forse alle medie: quando una materia molto richiesta scarseggia, i prezzi schizzano alle stelle. Al contrario dei nostri governanti, Vladimir Putin non è uno sprovveduto, tant’è che lo zar ha fatto il record di introiti derivanti dall’energia, incassando in 4 mesi più della metà della cifra prevista per l’intero anno in corso. Attraverso le sue mosse, il presidente della Federazione Russa ha letteralmente messo in ginocchio i suoi sanzionatori, e a farne le spese, oggi, solo solo i cittadini europei e, in particolar modo, italiani. L’Europa si prepara al razionamento e le bollette continuano a salire, mettendo a serio rischio la tenuta dell’economia nazionale.
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Le prossime elezioni determineranno il destino del Paese

Evidentemente le forze politiche italiane hanno ritenuto più opportuno chinare il capo, acconsentendo ciecamente alle richieste che gli venivano imposte dall’alto, non curandosi minimamente di quell’interesse nazionale di cui tanto vanno blaterando certi partiti cosiddetti “sovranisti”. E persino i cosiddetti “progressisti”, il cui unico obbiettivo sembra essere quello di distruggere l’Italia in ogni suo settore, ora dovranno fare i conti con una crisi epocale che porterà al limite della sopportazione l’intera cittadinanza. Grazie a tutti loro, il suicidio è compiuto, o quasi. Le prossime elezioni determineranno il destino di quella che, soltanto 30 anni fa, era la quarta potenza mondiale. Ai posteri l’ardua sentenza.

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