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“Il pesto alla genovese è nocivo”. L’ultima sparata della “sardina” Santori: polemiche e sberleffi a non finire

Pubblicato il 14/09/2023 14:18 - Aggiornato il 14/09/2023 14:20

Una figura che ha fatto discutere parecchio, nei mesi scorsi, quella di Mattia Santori. Leader di quel movimento delle Sardine in cui tanti elettori di sinistra delusi si erano momentaneamente riconosciuti, è poi scivolato lungo una ripida discesa fatta di gaffe e polemiche che lo ha portato presto a finire nel dimenticatoio. O quasi. Perché Santori nelle ultime settimane sembra essersi trasformato in una sorta di minima vagante per il Pd, con sparate che spesso si sono rivelate un boomerang. L’ultima è arrivata dal Comune di Bologna, dove l’ex leader dei movimenti di piazza si è presentato con due ingredienti a sorpresa. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> Bologna, il Comune finanzia il progetto di Santori delle Sardine: la cifra

santori pesto genovese

Santori, che in passato aveva più volte ribadito la sua posizione a favore della legalizzazione delle droghe leggere, ha portato con sé in Comune un vasetto di pesto alla genovese e uno di infiorescenze di canapa, sottolineando come entrambi i prodotti presenterebbero potenziali rischi per la salute. (Continua a leggere dopo la foto)

Insomma, come spiegato dal Resto del Carlino, secondo Santori il pesto, un condimento intoccabile per i liguri, sarebbe in qualche modo nocivo. Un gesto di protesta decisamente fantasioso contro il decreto del ministero della Salute che inserisce il cannabidiolo nella lista delle sostanze stupefacenti (limitandone la vendita alle farmacie). (Continua a leggere dopo la foto)

“Rassicuro i consiglieri che pensano che faremo una gita in una piantagione, che non vi porto in Amazzonia ma in zona Roveri e che al posto di Pablo Escobar incontreremo imprenditori che pagano le tasse e versano i contributi – ha detto Santori – Mi rendo conto che i pregiudizi siano più forti della realtà ma visto che sono testardamente convinto che ci troviamo di fronte a un’ingiustizia economica prima ancora che culturale, cerco di spiegarvela nella maniera più semplice”.

“Il pesto alla genovese è nocivo”. L’ultima sparata di Santori

“Entrambe le aziende che producono questi vasetti possiedono la partita Iva, pagano le tasse e i dipendenti, rischiano capitale proprio. Entrambe sono energivore e si misurano con il mercato internazionale. Entrambi i prodotti contengono rischi per la salute, il pesto alla genovese può contenere tracce di frutta con guscio, che per le persone allergiche può essere mortale, come gli zuccheri per le persone diabetiche. Ma possono avere benefici per la salute: il pesto perché fa parte di una dieta equilibrata e il Cbd per suoi riconosciuti effetti analgesici, antinfiammatori e antiepilettici”. Un intervento che, come potete immaginare, ha scatenato polemiche e accuse a volontà.

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