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Salvini-Meloni, tutta la verità: un sondaggio svela chi vince tra i due (e dove)

Quali sono davvero i rapporti di forza tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini? Se lo stanno chiedendo ripetutamente, in queste settimane, tanto gli esponenti dei rispettivi partiti politici quanto gli elettori di centrodestra, che assistono all’ormai apertissima sfida tra i due per la leadership della coalizione. Con tanto di ripicche continue, come la fermezza della Lega nel non cedere, per mesi, la presidenza del Copasir a Fratelli d’Italia, nonostante le ripetute sollecitazioni. E con le bordate di Meloni a Salvini sull’operato del governo Draghi, sostenuto dal Carroccio, con successiva candidatura: “Sono pronta a governare il Paese”.

Salvini-Meloni, tutta la verità: un sondaggio svela chi vince tra i due (e dove)

A scatenare la guerra intestinata tra i due sono stati, ovviamente, i sondaggi. Quelli che un tempo vedevano la Lega primo partito per distacco del nostro Paese, salvo poi iniziare un lento quanto inesorabile declino proprio mentre Giorgia Meloni iniziava invece ad accrescere il proprio consenso. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato da Ghisleri e pubblicato da Libero Quotidiano, Fratelli d’Italia sarebbe arrivato oggi al 19%. Forse un boom momentaneo, frutto soltanto della scelta di rimanere all’opposizione e destinato a sgonfiarsi in vista delle prossime elezioni. Abbastanza, però, per spingere Meloni a reclamare lo scettro di leader della coalizione.

Entrando nel dettaglio del sondaggio Ghisleri, nel Nord-Ovest e nel Nord-Est la Lega avrebbe perso in due anni il 25% dei consensi, con il Triveneto che l’ha vista arretrare dal 40% all’attuale 30%. Meloni nel frattempo è cresciuta al 17,5%, ma la distanza tra i due partiti resta evidente, segno che al Nord la scelta del Carroccio di sostenere Draghi è stata apprezzata maggiormente. È invece al Sud e nelle isole che Salvini ha subito un vero e proprio tracollo: in Sicilia e Sardegna oggi la Lega sarebbe addirittura crollata al 6,2%.

Di contro, nel Mezzogiorno Meloni avrebbe addirittura doppiato Salvini col passare dei mesi, segno che il consenso di Fratelli d’Italia è distribuito in maniera più omogenea lungo il territorio. Sorprasso inevitabile? Le variabili, in realtà, sono diverse. A partire da una vecchia abitudine che vede i partiti calare subito dopo aver raggiunto il picco massimo e passando per la durata del governo Draghi, con le prossime elezioni amministrative che alzeranno ulteriormente l’asticella della tensione.

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