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Ranieri Guerra, l’Oms e quella bugia da 10 milioni di euro: spuntano altre mail

L’11 maggio di quest’anno Ranieri Guerra scriveva a Francesco Zambon, il ricercatore veneziano autore del famoso report critico sull’Italia poi fatto sparire dopo mille pressioni, una mail che oggi appare rivelatrice: “Se anche l’Oms si mette in veste critica non concordata con la sensibilità politica del ministro (…) non credo che facciamo un buon servizio al Paese. Ricordati che hanno appena dato 10 milioni di contributo volontario sulla fiducia e come segno di riconoscenza”. Una frase, questa scritta da Ranieri Guerra, che come sottolinea Il Tempo “sembrava dire al ricercatore veneziano di smussare i toni per non irritare il governo italiano, che aveva versato dopo anni finalmente un contributo volontario di 10 milioni di euro all’Oms di cui era dipendente anche Zambon”.

In realtà quei 10 milioni non erano mai stati versati all’Oms, ma semplicemente annunciati come ipotesi il 4 maggio (pochi giorni prima) dal presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, che di annunci ne fa ha fatti tanti, poi restati senza conseguenza. Spiega infine Il Tempo: “Falso pure che l’Italia non avesse mai contribuito all’Oms, perché lo ha fatto ogni anno con le sue leggi di bilancio sia pure per somma lievemente inferiore a quella (8 milioni)”.

Quel fantasma dei 10 milioni è quindi stato usato da Ranieri Guerra impropriamente ed ha avuto evidentemente il sapore della minaccia, come sostiene Zambon, il quale sostiene di aver avvertito i vertici dell’Organizzazione mondiale della Sanità che molte persone sarebbero morte se il documento fosse stato ritirato. L’agenzia Associated Press, inoltre, ha visionato le email di Zambon al capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, e aggiunge ulteriori dettagli sulle comunicazioni tra i soggetti chiave della vicenda, dopo quelli già emersi da un articolo del Guardian dell’11 dicembre scorso.

Zambon mise in guardia dal rischio di uno “scandalo di proporzioni enormi, in un momento delicato per l’agenzia Onu con l’imminente inchiesta sul Covid-19″». L’Oms, secondo i documenti interni visti dall’Ap, aveva approvato la pubblicazione del testo, salvo poi ritirare il report a causa di “inesattezze fattuali”. L’Oms ha negato di aver subito pressioni dal governo italiano affinché fosse rimosso. Nel testo si sosteneva che il ministero della Salute non aveva aggiornato il piano pandemico italiano dal 2006 e che nel 2017 era stato riconfermato senza sostanziali cambiamenti.

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