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Ancora bufera su “Anni 20”: in Rai è vietato criticare l’Ue. E poi parlano di “libertà”…

Continua la bufera dentro e fuori la Rai per quanto successo alla trasmissione “Anni 20”. Il nuovo magazine di Rai 2 condotto da Francesca Parisella è balzato agli onori della cronaca per “lesa maestà” nei confronti dell’Europa. Il servizio sotto accusa è quello del giornalista Antonio Rapisarda che si è lanciato in una critica ad alcune delle disposizioni della Ue. Apriti cielo! “Se non ci fosse da preoccuparsi, qualcuno potrebbe sorridere di alcune indicazioni date da Bruxelles”, aveva detto la conduttrice lanciando il servizio sulla “svolta green” promossa dall’Ue. (Continua a leggere dopo la foto)

“Gustosi biscotti di farina di vermi, tarme essiccate o latte con piselli: un menu gentilmente offerto dall’Unione europea… eh già, ce lo chiede l’Europa di mangiare da schifo”. E ancora: “L’Europa vuole ben altro: ci ha chiesto di fidarci sul piano vaccini con il risultato che siamo chiusi col coprifuoco, mentre oltremanica brindano all’aperto”. Le critiche hanno coinvolto anche il Recovery fund che “riscrive debiti e nuove tasse, ma ci chiede anche di munirci di bavaglio raccomandando una sorta di ddl Zan in scala continentale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tutte critiche legittime che anche qui su Il Paragone abbiamo più volte sottolineato. La bordata contro l’Ue ha però fatto saltare sulla sedia l’ad della Rai Fabrizio Salini. Ma anche la politica ha subito voluto intervenire e dire la sua. Michele Anzaldi, deputato di Italia viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha subito urlato “disinformazione, falsità, attacco infondato all’Europa proprio mentre ai vertici ci sono alte personalità italiane e l’europeismo grazie al governo Draghi è ormai condiviso da tutti in Parlamento”. (Continua a leggere dopo la foto)

Anche dalla senatrice del Pd, Valeria Fedeli ha voluto dire la sua: “Non trovo altri termini per definirlo. Un condensato di fake news di matrice anti europeista indegno non solo del servizio pubblico ma del giornalismo in generale. Adesso basta davvero!”. E Lia Quartapelle, anche lei piddina, ha parlato di “un omaggio alla propaganda degli Anni Venti del secolo scorso”. Insomma si è capito che in Rai non è più concesso dire qualcosa contro l’Ue. E poi parlano di censura. Loro…

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