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“Presto la quarta dose”: in Israele i contagi aumentano ma si vaccinerà a oltranza

Nitzan Horowitz, ministro della Salute di Israele, ha dichiarato che è prevedibile si debba pensare a una quarta dose per affrontare la quinta ondata di contagi da coronavirus. Lo riporta i24 news. “Non è irragionevole pensare che avremo bisogno di un quarto vaccino”, ha detto Horowitz dopo aver svelato che il 9% dei casi diagnosticati ieri aveva ricevuto il booster. Ma secondo il ministro, il Paese non è ancora nella “quinta ondata”, nonostante i contagi in crescita.

Come sappiamo, i contagi stanno risalendo perché, e lo dimostra proprio uno studio israeliano, l’efficacia del vaccino tende a declinare col tempo con conseguente mancanza di copertura per i vaccinati, esposti al contagio e alle conseguenze del Covid. A niente è servita la recente decisione di vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni. Ora, addirittura, si valuta vaccinazione per gli under 5. “Ci stiamo avviando verso la vaccinazione dei bambini sotto i 5 anni. Ci sarà bisogno di tempo per valutare e per capire, ma nel futuro prossimo dovremo decidere se immunizzare i più piccoli, sono riflessioni che bisogna fare, dobbiamo adattarci all’evolversi della pandemia” ha dichiarato a LaPresse Arnon Shahar, responsabile del piano vaccinale di Tel Aviv, a pochi giorni dell’inizio della somministrazione del vaccino anti-Covid nel Paese ai bambini tra i 5 e gli 11 anni.

Shahar dice: “Prima inizierei con l’obbligo per le forze dell’ordine, gli insegnanti e i sanitari”. E precisa che “il ruolo del medico è quello di raccomandare di avere più vaccinati possibile” e che “il metodo per fare questo spetta al governo, allo Stato. In Israele non abbiamo mai forzato le vaccinazioni e abbiamo lo stesso tassi elevati di vaccinati”. “Sarà difficile forzare le persone”, ha aggiunto. In Israele, spiega “i casi crescono, l’indice di contagiosità cresce”, e “qualcuno parla di quinta ondata ma in realtà non penso che la quarta sia mai finita” e “faccio più fatica a spiegare perché i casi siano diminuiti in precedenza piuttosto che il perché siano aumentati ora con molti non vaccinati o che non hanno fatto il richiamo, e le scuole aperte”, chiosa Shahar.

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