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“Portate iella”. Caos in studio a L’Aria che Tira: “Un dito nell’occhio dovevo metterlo anche a lei” (VIDEO)

Pubblicato il 02/01/2023 15:01 - Aggiornato il 13/09/2023 18:04

Pronti via, ecco che il 2023 si è subito acceso con una battuta seguita da imbarazzo e tensione. Tutta colpa delle elezioni regionali fissate per il 12 e 13 febbraio, appuntamento che la premier Giorgia Meloni ha definito “un primo test per il governo” e in vista del quale gli animi degli esponenti dei vari partiti hanno già iniziato a scaldarsi. Ecco, allora, che quanto il conduttore Francesco Magnani ha mostrato i risultati dei sondaggi realizzati in Lombardia, il candidato del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle Pierfrancesco Majorino non è riuscito a nascondere la delusione, mascherata con ironia: “Beh, mi state portando un po’ jella voi dell’Aria che Tira”. Aggiungendo poi, nonostante i numeri mostrati non fossero dei migliori: “Io me la gioco per vincere, mica per partecipare”. (Continua a leggere dopo la foto)

Stando ai dati raccolti dalla redazione del programma in onda su La7, in vantaggio al momento in Lombardia sarebbe il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dalla coalizione di centrodestra composta da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega e accreditato al 45,1% delle preferenze. Alle sue spalle proprio Majorino con il 40,1%, molto più indietro Letizia Moratti (Azione e Italia Viva) al 14,8%. (Continua a leggere dopo la foto)

Majorino ha difeso la sua candidatura: “Io non sono uno di quelli che vuole perdere bene, categoria terribile della politica. Peraltro nel sondaggio si capisce che la partita è in realtà apertissima. Evitiamo il dibattito del giorno dopo, siamo a cinque settimane prima”. L’esponente dem ha però ammesso come “la sfida è difficilissima, ma penso che in Lombardia sia il momento di provare a cambiare”. (Continua a leggere dopo la foto)

Magnani ha replicato a Majorino: “Certo, ma come ho messo un dito nell’occhio del suo avversario politico, dovevo metterlo anche a lei”, con il candidato dem che a quel punto ha ribadito: “Dopo 28 anni è il momento di cambiare, soprattutto nel campo della sanità. In Lombardia non ci meritiamo Fontana e Gallera”.

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