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“Pioggia di cartelle esattoriali”. Ecco come il Fisco sta preparando la tempesta perfetta e chi sarà colpito

Pubblicato il 19/08/2022 10:43 - Aggiornato il 19/08/2022 11:21

Una vera e propria ondata di cartelle esattoriali che si prepara ad abbattersi sulle famiglie italiane. Questo l’inquietante scenario che si va delineando con la fine dell’estate, quando la tregua dettata dal Covid avrà definitivamente fine e il Fisco tornerà a mordere come e più di sempre. Stando alla bozza dello schema di convenzione tra il Tesoro e l’Agenzia delle Entrate, infatti, il 70% delle notifiche partirà entro la fine dell’anno. Quelli che ci aspettano, considerando anche la crisi energetica, sono dunque dei mesi davvero difficili.

Ad anticipare il contenuto del testo è stata Fiorina Capozzi sulle pagine de La Verità. L’obiettivo, come detto, “è superare la soglia del 70% di notifiche delle cartelle sospese entro dicembre, per poi chiudere la partita entro la fine del 2023″. Per quanto riguarda gli incassi, stando alla bozza allegata allo schema di convenzione 2022-2024 tra il Tesoro e l’Agenzia delle Entrate e della riscossione, entro fine anno dovranno entrare 9,4 miliardi di euro. Si tratta di una cifra di oltre 2 miliardi superiore al riscosso complessivo del 2021”.

Di questa imponente somma, circa il 36% dovrebbe derivare stando alle previsioni “da rottamazione delle cartelle e saldo e stralcio”. La somma dovrebbe poi salire ulteriormente nel corso del 2023, con un introito stimato di circa 11,4 miliardi, andando poi a raggiungere quota 11,9 miliardi nel 2024. Una situazione che, secondo i commercialisti, potrebbe però presto diventare esplosiva: “Se questo piano viene adottato in questo modo – ha spiegato Salvatore Regalbuto, tesoriere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili – possono esserci grossi problemi”.

A spaventare è la congiuntura che vedrà il Fisco tornare alla carica durante un autunno in cui è attesa un’inflazione galoppante e un nuovo aumento del prezzo dell’energia. Fattori che, combinati, potrebbero mettere in grossissima difficoltà tante famiglie e imprese: “Chiediamo da tempo di prendere in mano la situazione con un provvedimento che dia veramente respiro ai pagamenti. Ciò non significa non pagare, ci mancherebbe altro. Ma bisogna trovare un orizzonte temporale adeguato”.

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