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Il piano vaccini di Draghi, storia dell’ennesimo fallimento di un governo d’incapaci

Il cosiddetto “governo dei migliori”, che si rivela di giorno in giorno il “governo degli incapaci”, era nato sui presupposti di “fare in fretta”, “non chiudere”, “dare ristori immediati”, “vaccinare tutti in meno tempo possibile”. E mentre l’Italia è sostanzialmente in lockdown, e di ristori non si vede nemmeno l’ombra, anche il piano vaccini è naufragato. Secondo il nuovo cronoprogramma, nelle prossime due settimane l’Italia si aspetta di ricevere otto milioni di dosi, cioè quante ce ne sono state consegnate in due mesi e mezzo. Se arrivassero, si avrebbe davvero il cambio di passo nella campagna di immunizzazione, ma il calcolo pare essere troppo ottimistico per due motivi. Come sottolinea Repubblica, “il primo: AstraZeneca, che sulla carta contribuisce nel primo trimestre con 5,3 milioni di dosi, ne ha consegnate finora 2,1 milioni e non ha risolto i problemi di produzione legati ai permessi del sito olandese Halix. Difficile che recuperi terreno a breve”. Il secondo? (Continua a leggere dopo la foto)

Moderna aveva promesso 1,3 milioni di dosi, ne ha portate un terzo. Continua Repubblica: “Tra le cause principali della frenata del piano vaccinale di questi giorni c’è l’interlocuzione non sempre agevole con le Regioni anche sul tema dei vaccinatori. Figliuolo prevede il coinvolgimento dei 44 mila medici di medicina generale. Quasi ovunque, però, l’accordo fatto su base nazionale non è ancora stato attuato. E almeno un dottore su tre, nonostante sia previsto il compenso di 6,16 euro a iniezione, sta facendo resistenza”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma il piano vaccini di Draghi e Figliuolo ha trovato in queste ore un altro ostacolo: “la sospensione cautelativa di AstraZeneca. Secondo fonti di Palazzo Chigi, lo stop durerà quattro giorni, produrrà un ritardo dovuto a 200 mila iniezioni in meno, recuperabile in due settimane con le fiale extra di Pfizer. C’è però un altro aspetto che sta rallentando la tabella di marcia: la disomogeneità nelle liste di prenotazione delle singole Regioni. Ora bisogna raggiungere i pazienti che si spostano con più difficoltà. Le vaccinazioni domiciliari sono quasi ovunque un miraggio, perché l’accordo con i medici di famiglia deve entrare a regime. Le iniezioni ai pazienti fragili sono ferme al palo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Infine, questa sarebbe la settimana in cui, secondo la tabelle del piano vaccini, dovremmo raggiungere stabilmente il ritmo di 210 mila iniezioni al giorno… “A preoccupare i tecnici non è tanto il dato in sé ma le circostanze in cui è maturato: a diminuire sono state non solo le dosi AstraZeneca (14 mila in meno rispetto a lunedì 8 marzo) come era ipotizzabile dopo le notizie sui sequestri dei lotti, ma anche quelle di Moderna e Pfizer. Ieri, con AstraZeneca sospesa, sono state fatte 123.600 somministrazioni”.

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