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Pfizer contro Elon Musk. Ecco come la multinazionale del farmaco vuole “punirlo” per le sue opinioni

Pubblicato il 07/11/2022 18:14

Elon Musk è diventato a tutti gli effetti il nuovo proprietario del noto social network Twitter. Il contratto d’acquisto è stato finalizzato lo scorso 28 ottobre per un valore di 44 miliardi di dollari. Contestualmente Musk ha specificato di voler difendere e garantire la libertà di parola sulla piattaforma, provocando l’agitazione di molte entità di vario tipo, nonché di alcuni tra i grandi inserzionisti della piattaforma. Tra di essi figurano anche grandi aziende multinazionali, tra cui Pfizer, che forse presa dall’ansia per non avere più il controllo delle notizie su un intero social network, si è subito apprestata a sospendere la pubblicità sulla piattaforma. Il fatto che Elon Musk abbia subito licenziato l’intero CDA, come anche gli addetti al controllo delle ipotetiche fake news, ha suscitato scalpore e agitazione quelli che hanno sempre avuto il controllo della censura dei social. Sappiamo tutti, infatti, che scrivere post sul fallimento dei vaccini, riportando persino dati scientifici, rischia di causare sanzioni pressoché istantanee sui maggiori social network.
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Biden e Onu si scomodano per lanciare moniti

Ma i primi giorni di Musk al comando di Twitter non hanno soltanto scombussolato la comfort zone delle multinazionali inserzioniste, persino lo stesso presidente americano Joe Biden si è sentito in dovere di intervenire sulla questione, criticando aspramente il social e il suo nuovo proprietario e asserendo che si tratta di «un’organizzazione che sputa bugie in tutto il mondo». Non solo, perché pochi giorni dopo le dichiarazioni di Biden anche l’Onu ha voluto dire la sua, scrivendo una lettera aperta a Musk per chiedergli di garantire il rispetto dei diritti umani e di vigilare sulla “disinformazione”. Sembra dunque che il controllo delle cosiddette fake news sui social sia una delle preoccupazioni principali di “quelli che contano”. Cosa quanto meno paradossale se si pensa al mare di fake news di Stato, imboccate proprio dalle stesse multinazionali che ora si dicono indignate, cui il mondo intero è stato sottoposto per più di due anni.
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Tutto per il controllo dell’informazione

Come fa notare L’Indipendente, “Il dibattito sulla gestione dei contenuti di Twitter vede contrapporsi coloro che reputano giusto e necessario imporre una qualche forma di censura per combattere le notizie false e la propaganda e chi, al contrario, ritiene che sia proprio l’amministrazione dello stesso social ad applicare forme di propaganda e a veicolare determinati contenuti piuttosto che altri in linea con precise correnti politiche e ideologiche dominanti, individuando nel social una sorta di cassa di risonanza del pensiero mainstream di ispirazione liberal-globalista. Il noto imprenditore americano pare avere abbracciato la seconda posizione, in quanto ha affermato più volte che il social limita la libertà d’espressione, censurando i contenuti scomodi e fomentando l’odio tra gli utenti, anche attraverso i cosiddetti bot, algoritmi programmati con contenuti prefabbricati. Non stupisce, dunque, che a contratto firmato, Musk abbia twittato «l’uccellino è stato liberato»”. Vedremo come finirà questa storia e se Musk manterrà la parola data. Nel frattempo una cosa è certa: gli attacchi trasversali della stampa asservita, delle Istituzioni e delle multinazionali sono certamente un buon segno. Significa che è stato gettato un po’ di scompiglio in un sistema marcio e controllato.

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