in

La ricetta per salvare il turismo? “Pluri-stagionalità alla riscoperta di borghi e sapori”

Rilanciare il turismo italiano in un momento in cui, con l’estate quasi alle spalle e il terrore di nuovi lockdown, il rischio è che tanti operatori precipitino nuovamente nel baratro. Grazie a una ricetta nata a tavola e lanciata da Glauco Marras, presidente Nazionale della Federazione Italiana Ristorazione, che ha voluto raccontare a Il Paragone la genesi della sua idea: “Questo sogno, fatto il 15 di agosto dopo un’abbondante peperonata con aggiunta di “nduja calabrese” bella piccante, è arrivato attraverso un dialogo tra amici che, a differenza mia, stavano ingurgitando focaccia genovese comprata a Lerici accompagnandola con Lardo di Colonnata e rinfrescandosi il garganozzo con un passito di Pantelleria. Il digestivo? Caffè Borghetti e Canevon Prosecco Valdobbiadene Superiore DOCG Extra Dry”.

La ricetta per salvare il turismo? "Pluri-stagionalità alla riscoperta di borghi e sapori"

Una bizzarra abbuffata che però è stata funzionale ad affrontare un argomento delicato come il rilancio del terzo settore: “Per valorizzare il territorio italiano e dare impulso a un turismo in crisi va creato un qualcosa di diverso soprattutto in base a ciò che siamo abituati ad attuare ma soprattutto a conoscere. Questa pandemia ha creato un vuoto, in alcuni casi quasi totale, in quelle strutture ricettive che basavano il proprio lavoro proprio su un alto flusso turistico che da tempo era proveniente dall’America in generale, dal Canada, dalla Russia ma anche dall’Unione Europea. Purtroppo quest’anno sono stati pochi”.

La ricetta per salvare il turismo? "Pluri-stagionalità alla riscoperta di borghi e sapori"

Alcune aree, secondo Marras, hanno pagato un colto più alto: “La crisi maggiore l’abbiamo riscontrata nelle città d’arte. Oltre l’89%. Il turismo interno, quello marittimo, montano tutto sommato ha retto bene ma ricordiamoci che qualcuno ha deciso di non aprire. Invece è stato riscontrato che ben pochi sono stati gli italiani che hanno deciso di uscire fuori dai nostri confini. La maggior parte, comunque, ha optato per la montagna, trascorrendo le ferie in Italia ma la maggioranza ha optato per la montagna. Cosa succederà a queste strutture in autunno? Chi lo sa. Intanto, però, i conti turistici ci dicono -46%. Ecco, allora, l’idea nata durante quel pasto: la pluri-stagionalità turistica per la riscoperta dei Borghi e dei Sapori Italiani”.

La ricetta per salvare il turismo? "Pluri-stagionalità alla riscoperta di borghi e sapori"

“L’Italia è una terra che ci permette di fare turismo in ogni stagione e i borghi, anche quelli più famosi, hanno il loro fascino anche fuori dal periodo estivo tornando ad essere a misura d’uomo. Oggi chi lavora da casa e con una semplice connessione internet ha la possibilità di prenotare o affittare a prezzi davvero modici in tutta la nostra penisola. Stiamo attraversando la crisi più forte dal dopoguerra e fare una indigestione di storia, arte, sapori e di italianità credo sia veramente l’indigestione più bella che ai possa fare”.

Ti potrebbe interessare anche: M5S in pezzi, anche Piera Aiello lascia: “Ideali traditi. Non mi rappresenta più”

“Non siamo per nulla soddisfatti”. Nulla di concreto dopo il vertice migrazione per Lampedusa

La scuola riapre per finta. Grazie alla Azzolina turni e ancora tanta didattica a distanza