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Pensare è reato

Analisi e citazioni di Lorenzo Borrè

La criminalizzazione del pensiero altrui è la moderna declinazione della repressione delle idee eterodosse attuata nei Sistemi totalitari del secolo scorso.
Quando i media smettono di essere i cani da guardia della democrazia per diventare i gendarmi del pensiero unico é in pericolo la libertà d’opinione, su cui si fonda quella politica.
Di converso torna in auge quella theatronkratia, evocata da Platone nelle Leggi come forma regime di una doxa popolare pseudodemocratica, in cui “il pubblico degli spettacoli” diventa il motore dello stravolgimento del sistema politico, sostituendo le opinioni alle idee e imponendosi come nuovo attore costituzionale. Un tale pubblico, originariamente spettatore silente in politica come in teatro, improvvisamente diventa loquace, al limite della petulanza, ritenendosi esperto in tutto, in primis nell’amministrazione della cosa pubblica: “ciò che si avviò allora presso di noi nella musica fu l’opinione che chiunque si intendesse di tutto”.
Un po’ come in Italia, ove la doxa del pubblico degli spettacoli, svezzata dall’uditorio del bar sui temi calcistici, ha poi maturato la convinzione, attraverso ben noti programmi televisivi, di sapere tutto su ogni ramo dello scibile, di poter tutto, di poter infine rappresentare l’alternativa ad un sistema politico degenerato.
La libertà di pensiero si è dunque trasformata in libertà di pensierino.

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