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Botta e risposta Paragone-Draghi: l’affondo del leader di ItalExit e l’urlo di risposta del premier dimissionario

Pubblicato il 21/07/2022 09:18

Uno degli interventi più duri in Senato contro il premier dimissionario Mario Draghi è stato quello del senatore Gianluigi Paragone, leader di ItalExit. Durante il suo attacco, però, c’è stato anche spazio per un siparietto che la dice lunga su quanto fosse alta la tensione in Aula. Una volta uscito da palazzo Madama, qualcuno chiede a Draghi: “Sta andando al Colle per rassegnare le dimissioni?”. La risposta è una battuta gelida: “Intanto prendo l’ascensore”. Pochi minuti prima Gianluigi Paragone stava chiudendo il suo intervento dicendo “basta con i premier nominati”. E Draghi dal suo scranno aveva detto: “Vero!”. Insomma da queste poche battute si intuisce lo stato d’animo del premier che di fatto ha dato vita a una replica in Senato piuttosto aspra elencando i punti critici dell’agenda di governo della maggioranza, come ad esempio il Superbonus voluto dal Movimento Cinque Stelle. (Continua a leggere dopo la foto)

“Quanta Grecia intravedo nel suo discorso odierno, austerità e ingiustizia sociale, questo è il suo credo. E che dire della sua subalternità ad un atlantismo che non può essere messo in discussione altrimenti si passa per cattivi. Io invece le dico: ogni arma che manderete in più in Ucraina è un giorno in meno investito nella ricerca della pace. Siamo qui solo perché gli italiani lo hanno chiesto, ha detto. Se ci crede davvero provi l’ebrezza delle elezioni. Ci metta la faccia almeno una volta nella sua vita. Se vuole essere un leader lo dimostri sul campo. Il tempo dei nominati è finito, è ora di tornare al voto”. Queste le parole del senatore e leader di Italexit, Gianluigi Paragone, durante la discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. (Continua a leggere dopo la foto)

Gianluigi Paragone è stato poi ospite della puntata del 20 luglio di “Controcorrente“, il talk show serale di Rete4 condotto da Veronica Gentili. E lì ha rincarato la dose: “La dinamica parlamentare e l’arroganza hanno mandato in crisi il governo di Mario Draghi. Draghi ha gestito male l’abbondante tempo che il capo dello Stato gli aveva dato. Non aveva una road map. Si è presentato stamattina in Aula con un discorso presuntuoso e spigoloso, ha commesso anche un errore dicendo ‘ius solis’, è scivolato sul latino”. (Continua a leggere dopo il video)

Conclude Paragone: “Il discorso era pieno di tracotanza, alla fine è caduto nel gioco di rimessa, ad un certo punto la Lega si è stancata di prendere schiaffi. Un po’ tutti i gruppi parlamentari sono usciti da un incantesimo e hanno scelto di non farsi più puntare addosso il dito e la bacchetta da maestrino. Gli hanno fatto capire che il Parlamento ha anche le sue prerogative e la sua dignità. La dinamica parlamentare – chiosa Paragone – ha mandato in fuorigioco Draghi”.

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