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Oltre 4.000 cinesi atterrati senza controlli: la rivelazione choc sull’inizio della pandemia in Italia

Ci hanno raccontato per mesi, nel bel mezzo dell’emergenza Covid appena esplosa, di come l’Italia fosse diventata un modello seguito e imitato in tutto il mondo per la sua incredibile rapidità nel rispondere alla crisi. Dandosi a turno, ministri e l’allora premier Conte, convinte pacche sulle spalle. La realtà, col passare del tempo, si è rivelata ben diversa. Attraverso le pagine de Il Paragone vi avevamo raccontato di come il dilagare del virus sia stato favorito dalla mancanza di tamponi necessari per effettuare i controlli necessari. Oggi, ecco emergere altri inquietanti dettagli su quanto accaduto all’inizio del 2020.

Oltre 4.000 cinesi atterrati senza controlli: la rivelazione choc sull'inizio della pandemia in Italia

Riportando indietro le lancette, alla fine del 2019 la Cina aveva reso noto l’esistenza di cluster di un nuovo coronavirus capace di provocare pesanti polmoniti nei pazienti. Con i Paesi vicini al Dragone che si erano mossi subito per aumentare la sicurezza, sottoponendo a controlli i viaggiatori provenienti da Wuhan e altre regioni colpite dal patogeno. E con l’Europa che a sua volta aveva annunciato interventi necessari a impedire eventuali contagi. Parole alle quali però, a quanto pare, non sono poi seguite i fatti. Soprattutto dalle nostri parti.

Per capire come si è mossa l’Italia, La Verità ha chiesto informazioni all’Ecdc, il centro per il controllo malattie dell’Unione Europea. Il risultato? Da uno scambio di mail tra l’ente, il ministero della Salute e alcune strutture aeroportuali come quella di Fiumicino è emerso che “chi veniva da Wuhan non veniva controllato. Doveva limitarsi a compilare un health declaration, una sorta di autodichiarazione delle proprie condizioni di salute. Nelle settimane successiva sarebbe stata introdotta anche la misurazione della temperatura, un controllo che però da solo non era sufficiente in realtà a inviduare persone positive al Covid provenienti dalla Cina”.

E così mentre il nostro Paese disponeva misure superficiali, “tra dicembre 2019 e gennaio 2020 arrivavano in Italia (a Fiumicino) da Wuhan 4.200 passeggeri. A gennaio, 2.300 circa. Nessuno di questi era stato controllato, al massimo era stata misurata la temperatura a un centinaio di persone”. Soltanto poche settimane dopo, l’Italia sarebbe a sua volta precipitata nell’incubo.

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