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“Non bevete quel caffè”. Cialde e capsule pericolose: “Diverse le marche interessate, ecco quali”

Pubblicato il 27/12/2022 21:32 - Aggiornato il 29/12/2022 19:00

Ocratossina oltre i limiti di legge. Per questo il Ministero della Salute, in maniera precauzionale, ha ordinato il ritiro di alcuni lotti di caffè espresso in capsule. Solo pochi giorni fa abbiamo dato conto della scoperta della presenza di bicarbonato di ammoniaca nei biscotti Oreo, e oggi il medesimo scalpore, pur se circoscritto al nostro Paese, riguarda una marca di caffè tra le più note, particolarmente diffusa nella capitale e le cui cialde vengono prodotte a Pomezia. Proprio le cialde del caffè Trombetta, tre lotti di capsule “l’Espresso arabica”, sono state oggetto di richiamo per rischio chimico da parte del ministero della Salute. Lo stesso prodotto Espresso arabica di Trombetta si trova anche con i marchi Lo zio d’America e Cialda Consilia, sottoposti ad analogo richiamo.

Il provvedimento si è reso necessario ed è stato disposto per “potenziale valore di ocratossina oltre il limite di legge”, come si legge nella nota del ministero. L’ocratossina, come leggiamo su Il Messaggero, è una micotossina prodotta dai funghi delle specie Aspergillus e Penicillium e può contaminare cereali, caffè, vino e frutta secca, oltre ad essere estremamente pericolosa per la salute. I lotti oggetto del richiamo, i cui eventuali acquirenti sono stati invitati dal ministero a riportarli nei punti vendita, sono “L’espresso arabica”, capsule in confezioni da 275 grammi, con il numero di lotto 02CD05B, e “L’espresso arabica”, cialde in confezione da 126 grammi con il numero di lotto 01DD04B.

Aggiunge The Post Internazionale che studi dell’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare), risalenti al 2006, dimostrano che l’ocratossina addirittura danneggerebbe direttamente il Dna, oltre a provocare il cancro dei reni, poiché viene assorbita principalmente nello stomaco, e poi nel digiuno, dal tratto di intestino tra ileo e tenue.

Analoga segnalazione ministeriale ha riguardato il richiamo da parte del produttore (la Casearia Carpenedo srl) di un lotto di formaggio Brillo di Treviso a marchio “Accademia del Formaggio”, per la presenza di listeria.

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