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Non solo Atlantia: il mondo delle concessioni autostradali è una giungla di vantaggi per i privati (mentre lo Stato tace)

Una rete fitta, fittissima, di concessioni che lasciano in gestione tratti di strade italiane a privati. Rendite fisse assegnate anni fa e che hanno scadenze a lungo termine, in un futuro molto, molto lontano. Con clausole e postille di ogni sorta che rendono l’affare tutt’altro che vantaggioso per lo Stato. Un circolo vizioso iniziato nel 1956, quando la A4 Brescia-Padova e la Valdastico finirono nelle mani di imprenditori spagnoli diventati oggi la multinazionale Abertis infraestructuras, alla quale è stata man mano affidata la gestione delle reti di trasporto e telecomunicazione di ben 14 Paesi diversi. Una società che dal 2018 è passata nella mani di Atlantia, holding che vede la partecipazione anche della famiglia Benetton.

Non solo Atlantia: il mondo delle concessioni autostradali è una giungla di vantaggi per i privati (mentre lo Stato tace)

Le proroghe, un tempo, erano una vera e propria manna dal cielo. In un colpo solo, per esempio, il gruppo spagnolo si era visto allungare la scadenza al 2026, un balzo in avanti di ben settant’anni. Il tutto attraverso un’unica convenzione sulla quale la Corte dei Conti avrebbe poi avanzato dei dubbi. Il vero record appartiene però ad Atlantia e Sat per la A12 Livorno-Civitavecchia: la Società autostrade tirrenica ha ottenuto la concessione nel 1969, per poi vedersela rinnovare in più passaggi fino 2046. La proroga 2028-2046 è però stata considerata parzialmente illegittima dalla Corte di Giustizia europea.

Non solo Atlantia: il mondo delle concessioni autostradali è una giungla di vantaggi per i privati (mentre lo Stato tace)

Una serie lunghissima di concessione arriverà a scadenza soltanto nel 2038: la A1 Milano-Napoli, la A4 Milano Brescia, la A7 Serravalle-Genova, la A8 Milano-Varese, la A9 Lainate-Como-Chiasso, la A12 Civitavecchia-Roma, la A14 Bologna-Taranto, la A23 Udine-Carnia-Tarvisio e la A26 Voltri-Gravellona. Un elenco affollatissimo di caselli tutti affidati ad Autostrade per l’Italia, che in totale controlla la bellezza di 17 concessioni. Tra i beneficiari delle concessioni, però, ci sono anche altri nomi, come per esempio Sias, della holding Gavio, con scadenze differenziate nel tempo: i termini per la A4 Torino-Milano si concluderanno nel 2026, quelli per la A5 Quincinetto-Aosta nel 2032, la Torino-Savona nel 2038.

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Toto holding gestisce invece insieme a Strada dei parchi la A24 Roma-Teramo e la A25 Teramo-Pescara per un totale di 281 chilometri. Milano Tangenziali spa vedrà invece scadere tra il 2028 e il 2031 le concessioni per la A7 Milano-Serravalle e delle tangenziali milanesi. Sitaf, Società italiana per il traforo autostradale del Frejus, potrà dormire sonni tranquilli al 2050: una concessione ottenuta addirittura nel 1973. Una giungla dove i privilegi si sono sommati negli anni, mentre le società continuavano felici a incassare i soldi dei pedaggi degli automobilisti italiani. Mentre i problemi di manutenzione, da parte di Atlantia e non solo, continuavano a fare capolino, senza che lo Stato arrivasse mai a ri prendere in mano la situazione.

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