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“Non muoiono i no vax, ma i vaccinati fragili”. Il virologo lancia la “bomba” in diretta nazionale

Pubblicato il 06/07/2022 16:16

Il direttore di microbiologia dell’università di Padova, Andrea Crisanti, è stato intervistato ieri dal programma di La7, In Onda. La nota virostar ha espresso la propria contrarietà ai tamponi fai da te, non lesinando critiche al ministro della Salute, Roberto Speranza. L’esperto ha poi sottolineato una verità che fino a poco tempo fa ci saremmo sognati di sentire sulle reti televisive nazionali, inneggiando alla protezione della categoria dei “fragili” con vaccini e mascherine.
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Non morivano i no vax

«Non abbiamo avuto il coraggio di dire sin dall’inizio che 160 morti al giorno non erano no vax ma erano persone vaccinate fragili». Questo è quanto affermato dal professor Andrea Crisanti, ospite di David Parenzo e Concita De Gregorio a In Onda, su La7 (video). Il microbiologo ha poi aggiunto che «Il vero problema è che dobbiamo proteggere i fragili, perché chi muore ogni giorno non sono i no vax ma nel 98% persone fragili vaccinate». Incalzato da Parendo sul discorso della quarta dose, Crisanti ha replicato: «Il problema è come proteggere i fragili. Non c’è più accettazione sociale per le misure di limitazione. Quindi dobbiamo spiegare ai fragili che devono continuare le mascherine».
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Crisanti sui tamponi

Sul tema dei tamponi, il microbiologo si è detto critico: «I numeri non rappresentano la realtà il tampone fai da te, a casa, va assolutamente rettificato. Spesso questi tamponi non sono altamente sensibili: la persone risulta negativa e invece è positiva. Poi quando le persone sanno di avere il Covid, non si denunciano creando un danno alla società e a sé stessi perché informano il servizio sanitario nazionale solo se stanno male e così facendo perdono la possibilità di prendere i farmaci antivirali che invece nei primi giorni sono efficaci».
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Il virus è troppo contagioso per fermarlo

Inoltre, secondo Crisanti, non è più possibile utilizzare le vecchie misure di restrizioni per contrastare l’attuale sottovariante del covid, Omicron 5. Il virus, infatti, risulta essere troppo contagioso per poter pensare di tornare a contagi zero: «Oggi non si può pensare più di controllare il Covid pensando di far diminuire i casi, perché varianti come questa che ha un indice di trasmissione intorno al 15 non le ferma nessuno, non ci sono misure di distanziamento in grado di riportare i casi a zero».
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Ancora mascherine per i fragili

Controcorrente rispetto a molti suoi colleghi, l’espero ha concluso il suo intervento parlando di mascherine: «Non è stato spiegato che levare la mascherina non escludeva il fatto che i fragili e chi li accudisce deve continuare invece a portarle. E’ stato un problema di comunicazione, quando avevamo 160 morti al giorno non abbiamo avuto il coraggio di dire che morivano vaccinati fragili, non i no vax. E se mandiamo a lavorare i fragili li esponiamo al rischio».

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