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“Non meno di 4 persone”. L’austerity colpisce anche le automobili. Siamo al delirio

Pubblicato il 13/09/2022 19:12

Mentre l’ennesimo fallimento del Governo Draghi sul tetto dal prezzo del gas russo viene certificato da un documento riservato della Commissione europea reso pubblico da The Guardian, i Paesi membri dell’Unione Europea tentano più o meno autonomamente di cercare soluzioni per tirarsi fuori dal grosso guaio in cui si sono cacciati per il tramite di decisioni del tutto prive di lungimiranza e senno. Germania, Paesi Bassi, Ungheria, Slovacchia e Austria si sono opposti alla proposta del tetto al prezzo del gas, consci del fatto che una simile imposizione ad un venditore che non vuole più fornirti un prodotto non ha alcun senso d’esistere. Ma quali sono le misure che l’Europa sta cercando di adottare?
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Come riporta Byoblu, l’idea di una pacificazione con Mosca è stata ormai del tutto scartata da parte della Commissione europea, che intende supportare la causa ucraina fino ad un’improbabile vittoria totale. Senza una soluzione diplomatica, dunque, l’Unione europea intende puntare quasi esclusivamente sul razionamento. Ecco allora che, uno alla volta, gli Stati europei iniziano ad adoperarsi per l’applicazione del regolamento introdotto dalla Commissione, il quale impone una riduzione del 15% dei consumi di gas a livello nazionale. In Italia abbiamo già imparato a conoscere lo strampalato piano Cingolani, che prevede, tra le altre cose, docce più brevi e più fredde e la cottura della pasta a fuoco spento. Ora però, anche l’Austria sembra aver imboccato la strada dell’austerità energetica, facendo ricadere sui cittadini il costo ed i sacrifici imposti da una guerra voluta dall’élite politica.
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L’omologo austriaco di Roberto Cingolani è il Ministro dell’Energia Leonore Gewessler, del partito dei Verdi, che ha da poco presentato un piano per certi versi molto simile a quello del Ministro italiano. “Oggi lanciamo la Missione 11 e speriamo che il maggior numero possibile di persone si unisca a noi. Quello che chiediamo ai cittadini sono dei piccoli cambiamenti al nostro comportamento”. La retorica è sempre la stessa: piccoli sacrifici oggi per tornare al benessere un domani. Una favoletta che viene raccontata ai cittadini dalla crisi economica del 2008, e che è stata utilizzata anche col Covid.
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Il piano austriaco, però, sembra essere ancora più radicale di quello italiano nelle richieste ai cittadini. Si parte con un coprifuoco energetico dalle 22: edifici pubblici e cartelloni pubblicitari saranno quindi spenti durante la notte. Resterà attiva, almeno per il momento, l’illuminazione stradale. I locali degli edifici pubblici in inverno potranno essere riscaldati fino a 19 gradi. Ma non è tutto, poiché il piano Gewessler colpisce anche la mobilità dei privati cittadini. Si chiede loro di ridurre la velocità sulle autostrade, per un massimo di 100 km/h, per risparmiare, dicono, fino al 24% del carburante. Inoltre, viene suggerito di fare sempre più ricorso al car pooling: al lavoro o per fare sport si dovrebbe andare in tre o quattro per macchina, in modo tale da limitare consumi ed emissioni.
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Per ora si tratta di semplici suggerimenti, che dovranno essere adottati su base volontaria, ma quanto durerà il libero arbitrio sui consumi energetici? A tal proposito sovviene Bloomberg, che racconta di come l’Unione europea sarebbe sul punto di rendere obbligatori i vincoli di risparmio sull’energia, come d’altronde prevede lo stesso regolamento, nel caso in cui venisse raggiunto il livello di “allerta”. Un nuovo stato d’emergenza energetico sembra dunque essere alle porte e i piani di Cingolani e di Gewessler sembrano essere soltanto dei furbeschi preparativi, utili per abituare gradualmente le persone ad accettare futuri obblighi sempre più stringenti, fatti anche di controlli della polizia nei condomini e controllo da remoto dei contatori domestici. Una strategia che, purtroppo, conosciamo ormai molto bene.

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