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“Nessun medico vuole esporsi e metterlo nero su bianco!” L’ennesima follia figlia del Governo

È assurdo e inaccettabile quanto viene raccontato da questa famiglia. Rabbia e indignazione verso le misure varate da questo folle governo. La povera ragazza, di cui state per leggere la storia, non solo viene privata della libertà di scelta, del diritto allo studio (subordinato alla presentazione della carta verde), ma viene esposta (follemente) a rischio. Giudicate voi, di seguito riportiamo il testo della lettera inviata alla redazione da un papà e una mamma preoccupati e arrabbiati, con la richiesta di divulgarlo.

“Spettabile ministero della sanità,

Con la presente si vuole portare alla Vostra cortese attenzione il caso di nostra figlia, alla quale dal 15 ottobre è stato impedito di poter frequentare con regolarità le lezioni universitarie in conseguenza dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green Pass. 

Nostra figlia, nel mese dicembre dell’anno 2003, veniva sottoposta alla vaccinazione “trivalente” e 20 gg. dopo la somministrazione della vaccinazione in parola, subiva una severa reazione del sistema immunitario che portava al suo ricovero d’urgenza (per gg. 6) presso l’Ospedale della nostra città. 

Segnatamente detto episodio causava a nostra figlia la perdita parziale della vista, semi incoscienza, atonia e conseguenti crisi convulsive. Inoltre, in Ospedale, le veniva diagnosticato anche un focolaio ai polmoni (si allega la documentazione medica rilasciata all’atto delle dimissioni).

I medici del nosocomio cittadino riferivano a noi familiari che tutte le reazioni/complicazioni di cui sopra corrispondevano esattamente agli effetti collaterali “molto rari” che potevano verificarsi in seguito alla inoculazione del vaccino “trivalente”.

Una volta dimessa dall’Ospedale, è riuscita a recuperare tutte le funzionalità, ma nel corso del tempo ha avuto altri episodi caratterizzati da crisi convulsive che sono andati lentamente scemando e, ad oggi, gode di ottima salute pur dovendo continuare una terapia antiepilettica

In conseguenza della violentissima reazione di cui sopra, sia il pediatra che i medici dell’AUSL Romagna, decisero di non somministrare a nostra figlia altri vaccini e così è stato, tanto è vero che nostra figlia è stata esentata dal sottoporsi a tutte le vaccinazioni obbligatorie.

Allorquando è divenuto disponibile il vaccino anti Covid-19 si è posto il problema di come comportarsi : può fare il vaccino in serenità, oppure è meglio che non lo faccia? Invero, da quanto si apprende dai dati clinici forniti dalla Scienza, pare che la malattia da Sars Covid-19, su un soggetto giovane e sano (nostra figlia ha 19 anni), sia nella stragrande maggioranza dei casi, superabile con una certa semplicità.

La reazione occorsa a nostra figlia non rientra tra le rigide ipotesi di esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19, pertanto, si è deciso di richiedere all’Ausl Romagna un incontro con un proprio funzionario al fine di sottoporre all’Azienda Sanitaria il caso di M (nostra figlia). 

Il primo incontro è stato sostanzialmente vano, il funzionario dell’AUSL, pur capendo la problematica ed essendo concorde sul fatto che nel caso di nostra figlia sarebbe opportuno concederle l’esenzione dal vaccino, riferiva che non era in suo potere una simile disposizione. 

Pertanto, veniva inviata, direttamente al centro vaccini di Forlì, la mail che si allega in copia a cui faceva seguito un ulteriore incontro con un funzionario dell’AUSL Romagna. 

Detto incontro è avvenuto lo scorso giovedì 7 ottobre, tuttavia, anche questo incontro non ha sortito alcun positivo effetto, invero, il funzionario (un medico) della AUSL ha ribadito che, sebbene condivida che nel caso di specie sarebbe opportuno concedere l’esenzione, non è possibile riconoscere a nostra figlia il diritto all’esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19 poiché, al tempo (ovvero nel 2003), non venne approfondito da parte dell’Ausl il rapporto causa effetto tra la vaccinazione “trivalente” e le successive gravi complicazioni insorte, inoltre, i casi in cui può essere accordata l’esenzione sono solo quelli dettati dalla norma ed i medici non hanno alcuna facoltà di discostarsi dagli stessi (in sintesi, quindi, o si ha una delle patologie elencate oppure non si ha diritto all’esenzione dal vaccino, come se non esistessero nel mondo reale dei casi particolari meritevoli di maggiori attenzioni e/o valutazioni). 

Occorre evidenziare che il ridetto funzionario, vista la situazione particolare, è stato molto sincero e si è esposto ad una duplice considerazione: come medico, farebbe vaccinare nostra figlia, ma come padre no, poiché non se la sentirebbe di correre questo rischio, tutt’altro che campato per aria visto il precedente. 

Ovviamente quanto andiamo esponendo viene sempre e solo riferito “a voce”, nessuno si vuole esporre e scrivere nero su bianco che , nonostante il precedente che ha avuto, non ha diritto all’esenzione e deve comunque sottoporsi alla vaccinazione (prova di ciò è che nessuno ha mai risposto alla nostra mail mettendo per iscritto che nostra figlia deve vaccinarsi).

Nostra figlia è una studentessa universitaria, e con l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del Green Pass , rischia di non riuscire a frequentare con profitto le lezioni universitarie, difatti, anche volendo sopperire alla assenza del green pass con i “tamponi”, capita (soprattutto con i week end di mezzo ed i giorni festivi) che non si riescano a calendarizzare i tamponi in maniera tale da consentirle di frequentare tutte le lezioni.

Siamo certi che la storia di nostra figlia non sia l’unica in questo Paese e ve ne siano altre simili o addirittura più gravi. Dunque, è nostra intenzione batterci con tutte le nostre forze affinché si trovi una soluzione: non è pensabile che i pareri dei medici (sia chiaro, non di medici no vax, ma di persone serie che svolgono con passione e competenza la propria professione) non contino più nulla e che prevalga una disposizione normativa (ovvero un elenco di patologie) asettica, incompleta e che non tiene conto delle peculiarità di ogni singolo individuo. 

Lieti se vorrete prendere in esame ed approfondire la nostra questione , porgiamo i nostri più cordiali saluti. Alleghiamo documentazione chiedendo che non vengano divulgati i dati di nostra figlia.
Siamo disponibili per qualunque chiarimento.”

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