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“Noi genitori di figli disabili teniamo il ricatto dei politici”

Pubblicato il 29/05/2022 19:54

Di Marco Macrí, rappresentante delle 1200famiglie di bimbi disabili in attesa di terapie a Genova e 2000 in Liguria

La paura più grande dei genitori di bimbe e bimbi, ragazzi e ragazze, adulti e adulte con disabilità sotto elezioni é negli anni rimasta invariata , (parlando con un amico che vede come me la disabilità al punto di togliersi spesso le parole dalla bocca nelle telefonate a tarda notte o al mattino presto prima che entrambi affrontiamo la giornata di lavoro e socialmente tentiamo di metterci al servizio delle famiglie) hanno paura dell’abbandono, dell’assordante vuoto incolmabile di istituzioni che son sorde e prima del voto avevano promesso di esserci.

Hanno paura del ricatto elettorale mi raccomando vota bene, poi ci penso io… Hanno paura di perdere quel poco conquistato con le unghie e con i denti. Ecco perché nelle città dove si vota questi giorni sono pericolosi per le famiglie di soggetti fragili, da un lato permettono di alzare la voce per chi ha coraggio di farlo e fare puntare i riflettori sulle promesse non mantenute di un mandato in scadenza, dall’altra fanno fuoriuscire paure inconsce in parte giustificate delle ritorsioni successive al voto perché veder togliere anche quel poco al famigliare fragile non é accettabile.

Alla fine che si voti una o l’ altra parte politica durante il nuovo mandato ci sarà sempre scontro sulla disabilità perché viene vista come una spesa e non un investimento. Non comprendere che di tutti solo alcuni guariranno sfiorando la normale inclusione sociale e alcuni resteranno una spesa perpetua ma non accettare la sfida di investire in queste persone é la dimostrazione di non credere in loro. La vera sfida é investire per poter spendere meno dopo in Disabili Sensoriali e Disabili Motori ma anche Cognitivi che hanno potenzialità enormi, permetterebbe con progetti mirati di fare lavori dignitosi e pagare le tasse. Che ironia da spesa sociale a contribuenti.



Genova, la mia Genova dovrebbe fare protocolli di accesso per ogni disabilità a musei, cinema, teatri, acquario, Euroflora, salone nautico, concerti perché con pochi accorgimenti renderebbe questa splendida città inclusiva non solo sulla carta.
Sarebbe bello vedere che a ogni grande opera, a ogni supermercato il comune e la regione chiedessero una contropartita a compensazione volta a migliorare il territorio in chiave inclusiva siano posti di lavoro per persone fragili, siano giochi inclusivi da mettere nei parchi, siano strutture ricreative o sportive per essi. Mi piacerebbe pensare per una volta a istituti bancari che per la disabilità trovano un accordo e fanno un fondo per il dopo di noi dove i genitori aderendo possono costruire il futuro del proprio caro quando loro non ci saranno più.
Continuerò a sostenere che:
“A me piace la politica con la P maiuscola… quella politica che vuole risolvere i problemi delle persone con le persone, la politica che vuole tutelare i diritti civili e sociali più del consenso… quella politica che ha l’ambizione di costruire un mondo migliore e per farlo inizia dai problemi di un piccolo quartiere… quella politica che sa costruire il futuro tenendo sempre conto del passato e soprattutto del presente… e forse, ahimè, c’è più politica dei giochetti e dei sotterfugi… più politica che pensa solo a se stessa e vive nei palazzi… più politica che racconta le bugie, che non decide e soprattutto che non sogna”

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