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“Nella crisi ucraina il governo e la Ue non hanno tutelato l’Italia. La guerra si doveva evitare”

Pubblicato il 26/02/2022 11:03

L’Unione Europea è un’ectoplasma, un’entità che esiste soltanto sulla carta e che puntualmente, nel momento nel bisogno, si fa intangibile, inesistente. Come nel caso dell’attacco russo all’Ucraina, che ha visto Bruxelles assistere senza muovere un dito. Con il governo italiano che a sua volta “ha sbagliato, agendo solo per inerzia”. A dirlo è il fondatore di ItalExit Gianluigi Paragone, che senza mezzi termini ha spiegato: “Questa guerra poteva e doveva essere evitata”.

Intervistato da Affari Italiani, Paragone ha sottolineato l’ipocrisia con cui la maggior parte dei protagonisti sta affrontando la crisi ucraina: “Un’ipocrisia non solo legata all’Ucraina. È il male di un’informazione e di un sistema politico che non vogliono mai guardare il contesto, la complessità delle vicende. Siamo di fronte al fallimento totale dell’Unione europea. Ribadisco: questa guerra doveva e poteva esser evitata. L’Ue, invece, si è messa sulla scia di Biden e dei democratici che si dimostrano ancora una volta campioni di un’America con la stella da sceriffo”.

Secondo Paragone, l’Ue “doveva essere il luogo in cui comprimere tutte le spinte. Ha dato prova di non esserci. Ma se non esiste, allora io mi chiedo: perché continuiamo a tenere in piedi una sovrastruttura artificiale completamente inutile? Joe Biden, secondo me anche per tentare di dare una svolta e un’impronta alla sua presidenza, ha mostrato i muscoli, l’Europa non è pervenuta e l’Italia si è messa al traino dell’America e dell’Unione europea, senza aver sviluppato una propria linea di politica estera. Tutto questo è assurdo: non possiamo pensare di dire che non abbiamo una difesa comune e perciò andiamo dietro alla Nato. Appartenere alla Nato, infatti, non può significare che ogni cosa si deve ritorcere contro di noi”.

Il rischio è che alla fine le sanzioni facciano il solletico a Putin e del male, invece, all’Italia: “Davvero pensiamo che metterci in scia di Biden e dei democratici e quindi pigiare l’acceleratore sulle sanzioni sia il tasto reset per l’intera questione? Non è così. E noi pagheremo il prezzo più caro. Non solo, ma ancora una volta daremo prova a tutti di non avere una visione strategica e men che meno un dossier sulla politica estera. Draghi ancora una volta si dimostra incapace. Al di là della sua visione finanziaria da governatore, non ne sta azzeccando una, dall’emergenza Covid a quelle sul piano internazionale. Questo perché semplicemente non sono le sue materie. Punto. La sua grammatica è un’altra.

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