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Il Cts si smembra: il coordinatore Miozzo lascia. Ma va dritto al ministero dell’Istruzione

Pubblicato il 15/03/2021 15:20

Il Cts inizia a smembrarsi ma per chi ha avuto incarichi al suo interno è tempo di passare all’incasso. E così il coordinatore Agostino Miozzo lascia il suo ruolo e andrà dritto dritto ad affiancare il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Lo rivela il Corriere della Sera. “La decisione, concordata con Palazzo Chigi e con il ministro della Salute Roberto Speranza, è stata ufficializzata ieri con una lettera di dimissioni inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro della Salute, Roberto Speranza e al capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio”. (Continua a leggere dopo la foto)

Miozzo nella lettera, pubblicata dal quotidiano, evidenzia come nelle ultime settimane ci sia stata “la decisa accelerazione e riorganizzazione della campagna vaccinale imposta dal nuovo commissario per la gestione dell’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo supportato dal Capo dipartimento della Protezione Civile, Curcio, che ha, finalmente, riportato il sistema nazionale di Protezione civile alle sue originali competenze e al ruolo della struttura istituzionalmente preposta al coordinamento della gestione delle crisi”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E dopo aver sottolineato che “nel tempo sono state progressivamente modificate le competenze e il ruolo originale”, concorda sulla necessità di una “sostanziale rivisitazione del suo mandato” e per questo dice di “considerare che anche il mio incarico di coordinatore possa ritenersi compiuto”. Aggiunge: “Credo di potermi dedicare ora ad un’altra emergenza, quella scolastica, che, nel corso della pandemia, ha imposto una particolare attenzione viste le enormi e, per certi aspetti insormontabili, difficoltà nelle quali il mondo della scuola si è trovato”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Miozzo: “Il mondo della scuola ha sofferto moltissimo l’impatto della pandemia e continua a pagare un prezzo altissimo nell’attesa che l’emergenza arrivi ad una fase di controllo che consenta a più di dieci milioni tra studenti e personale docente e non di tornare alla normalità. Con l’esperienza maturata al Cts, cui si sommano i tanti anni di lavoro in Protezione civile, spero di poter dare un fattivo contributo a quel settore che considero strategico per la vita ed il futuro del nostro Paese”.

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