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“Meriti di fare la fine di Giulia”. Orrore alla partita di basket. Cosa è successo

Pubblicato il 06/12/2023 10:52 - Aggiornato il 06/12/2023 13:10

Forse ha ragione chi afferma che stiamo diventando una società sempre più violenta e senza freni. Persino quando di mezzo ci sono semplici ragazzine. E’ un clima diffuso, che preoccupa. Un clima culturale sempre più sfilacciato e difficile da gestire. Ne è prova l’incredibile episodio avvenuto su un campo di basket in provincia di Padova, dove era in corso una partita del campionato Under 17. Il genitore di una delle giocatrici, in disaccordo con le decisioni della giovane arbitra, anche lei 17enne, per esprimere il suo dissenso non ha trovato di meglio che pronunciare una frase agghiacciante: “Devi fare la fine di quella di Vigonovo”. Quella di Vigonovo sarebbe Giulia Cecchettin, barbaramente massacrata dal suo ex ragazzo. Una frase urlata in un palazzetto dello sport situato a pochi chilometri da quella piazza in cui si sono svolti i funerali della povera ragazza. (continua dopo la foto)
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Ciò che sconcerta, oltre alla brutalità dell’uomo che l’ha pronunciata, è anche il contesto. Un momento di sport e di festa fra ragazzine minorenni. Tanto che per fermare violenta aggressione verbale è dovuto intervenire il padre della giovane arbitra, anche lui seduto sulle tribune del palazzetto. La federazione basket si è subito dichiarata pronta a offrire “tutela e vicinanza” alla ragazza aggredita verbalmente in modo così osceno e a prendere provvedimenti in merito. Non sappiamo se l’uomo che ha insultato in modo orribile la ragazzina, oltretutto per futili motivi e in un contesto che dovrebbe essere gioioso e inclusivo, sarà in qualche modo chiamato a rispondere del suo gesto. Ci auguriamo di sì. Sappiamo però che certi episodi sono intollerabili. E che spetta a tutti noi arginare questa spirale di violenza, che sia fisica o verbale poco importa. (continua dopo la foto)

Sì, spetta anche a noi intervenire in ogni contesto in cui si verifichino simili violenze. Soprattutto quando ad andarci di mezzo sono ragazzini e ragazzine che dovrebbero essere tutelati ed educati all’empatia. Quale esempio daremo ai nostri ragazzi se non saremo capaci di intervenire in loro difesa? E di offrire loro una visione diversa del vivere civile e sociale? Questi episodi non devono accadere e, nel caso accadano, devono essere puniti. Altrimenti vuol dire che la morte di Giulia Cecchettin e di tante altre ragazze non avrà insegnato niente. E che le bellissime parole pronunciate dal padre di Giulia al suo funerale resteranno solo polvere nel vento.