Vai al contenuto

“Mattarella pronto a dimettersi se Meloni…”. Dagospia sgancia la bomba: il clamoroso scenario

Pubblicato il 05/09/2023 12:17 - Aggiornato il 05/09/2023 13:39

Si è discusso tanto, negli ultimi mesi, della riforma costituzionale discussa dal governo Meloni (e anticipata più volte durante la campagna elettorale) e delle sue possibili conseguenze sull’attuale Parlamento. Ma cosa cambierebbe, nel concreto, qualora l’esecutivo dovesse portare a termine il suo progetto? A dare una risposta all’interrogativo è stata la testata Dagospia, che è partita dal più importante dei nodi: dovesse essere approvata l’elezione diretta del presidente del Consiglio, la figura del Capo dello Stato ne uscirebbe di fatto svuotata. La nomina e la revoca dei ministri e lo sciogliemento delle Camere finirebbero in capo al premier. Con una conseguenza immediata: Mattarella farebbe le valigie per poi andarsene. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> “Il trucco contabile della Germania”. Altro che modello: i numeri che rivelano la verità sui tedeschi
>>> Viene in Italia e rovina un monumento: il VIDEO del turista tedesco scatena rabbia e polemiche

mattarella dimissioni meloni

Il disegno di legge costituzionale, che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già a metà ottobre, porta la firma della ministra delle Riforme, Maria Elisabetta Casellati, ma il testo è stato studiato e messo nero su bianco dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con lo zampino di Fazzolari, per poi essere rivisitato da Giorgia Meloni. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul tema non mancano, però, spaccature all’interno dell’esecutivo. Con Forza Italia molto più titubante rispetto alla premier sull’opportunità di spingere sull’acceleratore. Il segretario generale della Camera Ugo Zampetti si è già detto contrario, sottolineando come la riforma finirebbe per stravolgere la figura del presidente della Repubblica. Che finirebbe, questa la previsione più accreditata, inevitabilmente per dimettersi. (Continua a leggere dopo la foto)

I due cardini sui quali il Quirinale non transige sono, ovviamente, la nomina e revoca dei ministri e lo scioglimento delle Camere in capo al premier. In ogni caso, tutto slitterà a dopo le Europee fissate per giugno 2024. Per far passare la riforma costituzionale, però, Meloni dovrebbe trovare voti in più, visto che quelli del solo blocco di centrodestra non sarebbero sufficienti per raggiungere la maggioranza dei due terzi richiesta.

Ti potrebbe interessare anche: “Terza guerra mondiale”. Cina, avvertimento choc agli Usa: la situazione precipita. Cosa sta succedendo