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Mascherine, appalti e onoranze funebri. “Anche i clan hanno fiutato l’affare Covid”

Il magistrato alla guida dell’Antimafia, Federico Cafiero de Raho, durante l’intervista concessa alla Repubblica, ammonisce: “Anche i clan hanno fiutato l’affare dell’epidemia”. Dopo l’inchiesta del quotidiano con la quale la redazione ha mostrato numerosi imbrogli: mazzette, sprechi e appalti truccati legati al Covid, parla il magistrato, in prima fila nella lotta a corruzione e criminalità.

Nell’anno del Covid è emerso con chiarezza che quando c’è un’emergenza le cosche sono pronte a intervenire. Per tale motivo de Raho insiste: “Bisogna impedire ad ogni costo che la criminalità organizzata possa avvantaggiarsi della crisi. I clan non devono toccare neppure un euro”.

Le cosche cercano di infiltrarsi soprattutto laddove circolano soldi per i “dispositivi di protezione” individuale e nel resto delle “forniture”, ma non perdono nemmeno le occasioni legate ai settori più tradizionali come la “partecipazione agli appalti e infiltrazioni nelle onoranze funebri”.

Tra le strategie più utilizzate che vengono menzionate da de Raho: l’acquisto di numerosi dpi da parte di soggetti contigui a organizzazioni mafiose, con la costituzione di società ad hoc all’estero in quei paesi dove è difficile avere una collaborazione con le nostre autorità. Ad esempio, racconta il magistrato: “Un soggetto vicino a organizzazioni mafiose aveva importato dalla Cina milioni di euro di dispositivi di protezione”.

Parlando di Cina e di mascherine è facile pensare alle indagini svolte dalla Procura di Roma sulle forniture di cui si è interessato il commissario all’emergenza, oramai ex, Domenico Arcuri. De Raho, in merito alla norma che ha sottratto al controllo della Corte dei Conti gli atti del commissariato per l’emergenza, ritiene: “Non può esistere una immunità. Questa norma va interpretata in maniera aderente alla Costituzione. È vero che in materia contabile è stata applicata una disciplina più favorevole, ma non ci può essere esclusione della responsabilità penale. Se si accertano reati, le conseguenze patrimoniali verranno sempre di conseguenza”.

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