in , , ,

“Mai più chiusi in zona rossa!”

Pubblicato il 26/04/2021 18:51

Di seguito riportiamo la lettera inviataci da Diana Romano, parrucchiera di Milano, e Romina paludi estetista di Roma

“Le imprese del settore bellessere hanno sempre assicurato la rigorosa osservanza dei protocolli igienico-sanitari e non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici non abbiano rappresentato fonte di contagio.

L’organizzazione e le modalità di svolgimento dei servizi di acconciatura ed estetica, inoltre, in virtù del sistema di prenotazione adottato, non provocano assembramenti.

La chiusura delle attività in zona rossa alimenta la piaga dell’abusivismo generando gravi danni economici alle imprese regolari già stremate dalla crisi e favorendo la diffusione dei contagi in quanto sono ignorati i protocolli e le misure di sicurezza.

Noi, Romina paludi e Diana Romano, portavoci tramite una petizione di 20mila firme della categoria della cura della persona (parrucchieri ed estetiste, barbieri, truccatori onicotecnici) chiediamo al Governo e alle regioni di modificare i criteri previsti nel Decreto sostegni per l’erogazione dei contributi a fondo perduto e i rimborsi affitti.

È 14 mesi che ci battiamo per la categoria della cura alla persona e non ci fermeremo finché non verremo considerati un settore fondamentale per il benessere psicofisico”.

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

L’economia oramai è allo stremo. Quante imprese faranno morire?

“Siamo tutti Oliver! Non lo abbandoneremo, la sua storia è la nostra!”, la protesta organizzata da Tni