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Lockdown climatico. Ecco la prima città al mondo in cui è scattato. Come funziona: “Una prigione a cielo aperto”

Pubblicato il 28/09/2023 11:31 - Aggiornato il 28/09/2023 14:15

Una notizia che ha destato grande scalpore e che sta facendo discutere parecchio, quella del “lockdown climatico” che sarebbe stato adottato a Oxford, nel Regno Unito. E della quale si è occupato di recente anche il programma Fuori dal Coro, in onda su Rete 4, con un servizio realizzato da Tommaso Mattei che si è recato in Inghilterra per capire cosa stia davvero succedendo. Intervistando alcuni cittadini che si sono detti contrari alle misure adottate nell’area: “È come un ghetto”, “questa cosa ci sta facendo impazzire” sono stati alcuni dei commenti raccolti. E ancora: “Oxford sembra come una prigione a cielo aperto”. Ma cosa sta succedendo nella storica città universitaria? Quali misure sono state adottate? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito per capire davvero quale futuro potrebbe aspettarci anche al di qua della Manica. Ecco come funziona il lockdown climatico. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Oxford ha dato il via libera a un progetto per impedire l’uso delle auto – ha spiegato Mattei nel servizio di Fuori dal Coro – ci sono sei grandi barriere a fermare il traffico”. Una situazione che ha scatenato non poche lamentele, visto che la notizia di veri e propri cancelli per impedire la circolazione delle auto ha fatto rapidamente il giro del web. Le cose, però, non stanno esattamente così. (Continua a leggere dopo la foto)

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Lockdown climatico: ecco come funziona davvero

Come spiegato dalla testata Usa Today, infatti, la contea di Oxford ha effettivamente approvato un piano di riduzione del traffico, con l’ok definitivo arrivato a novembre 2022. Adottando un sistema che consentirà ai conducenti l’accesso ad alcune strade principali soltanto durante le ore diurne. Il tutto attraverso un meccanismo che prevede dei “filtri”, telecamere pronte a identificare e multare i cittadini che violeranno le regole, mettendosi al volante negli orari vietati. (Continua a leggere dopo la foto)

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Nessuna barriera fisica, quindi. Quelle mostrate in alcune foto e servizi sono in realtà previste dall’amministrazione locale per motivazioni che esulano dalla lotta al clima. Al loro posto, telecamere pronte a infliggere multe di circa 85 euro a chi si muoverà in alcune zona della città con l’auto negli orari proibiti (resterà libera, invece, la circolazione a bordo di mezzi ecologici come bici o autobus “green”. Resta, però, l’interrogativo di fondo: sanzionare chi guida in certe zone a determinate ore della notte è davvero il modo migliore per combattere il cambiamento climatico? A giudicare dalle reazione degli utenti social, molte persone non sembrano condividere questa strategia.

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