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“Lo stavamo ancora costruendo”. Su Nature l’incredibile ammissione della creatrice del vaccino Pfizer

Pubblicato il 17/11/2022 18:14

Kathrin Jansen, capo della ricerca e sviluppo sui vaccini di Pfizer, andata recentemente in pensione, ha parlato alla nota rivista scientifica Nature dello sviluppo fulmineo dei vaccini contro la SARS-CoV-2 e delle sue implicazioni per le piattaforme vaccinali. La lunga intervista della “insider” di Pfizer regala alcuni spunti molto interessanti per meglio comprendere come Pfizer abbia affrontato lo sviluppo e la commercializzazione dei suoi sieri sperimentali. Una delle frasi principali che la Jansen si lascia sfuggire è estremamente emblematica “Abbiamo fatto volare l’aereo mentre lo stavamo ancora costruendo“. Benché possa sembrare una vera e propria ammissione, però, quella della ricercatrice è più che altro un’autocelebrazione.
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Nell’introduzione volta ad inquadrare la ricercatrice, Nature si lancia subito in alcune affermazioni abbastanza contradditorie: “I vaccini non hanno fornito una soluzione così semplice per il COVID, ma lo sviluppo ultra-rapido di questi prodotti è stato un’ancora di salvezza per un mondo in preda a una pandemia virale”, scrive la rivista, che aggiunge: “Jansen, che ora ha lasciato l’incarico di responsabile della ricerca e sviluppo sui vaccini di Pfizer, lascia il vaccino SARS-CoV-2 Comirnaty come impressionante coronamento di una carriera imponente, che ha messo in luce le possibilità della vaccinazione per la salute pubblica”. Un preambolo che rende bene l’idea di quale effettivamente sarà il tono dell’articolo.
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Come molti ricorderanno, quando la pandemia colpì nel 2020, Pfizer stava già collaborando con BioNTech su vaccini a base di mRNA per l’influenza. In seguito al dilagare del virus i due partner hanno deciso di utilizzare questa piattaforma sperimentale per ridurre i tempi di sviluppo del vaccino da dieci anni a soli nove mesi. Nel dicembre 2020, Comirnaty (il vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech) è stato il primo vaccino contro la SARS-CoV-2 ad ottenere l’autorizzazione nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri Paesi. E’ bene ricordare che si tratta di una CMA, ovvero una Conditional Marketing Authorization, dunque un’autorizzazione provvisoria e di stampo emergenziale emanata in seguito al soddisfacimento di precisi parametri ed imposizioni. O almeno così avrebbe dovuto essere…
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Ad oggi negli Stati Uniti ed in Europa sono state somministrate oltre 1 miliardo di dosi di vaccino. Si prevede che le vendite totali di questo vaccino da record supereranno i 70 miliardi di dollari entro la fine del 2022. Eppure questa capillarizzazione da record dei sieri ha messo in evidenza diversi problemi relativi all’efficacia degli stessi. Ciononostante la Jansen si stupisce di come alcuni possano muovere delle critiche al suo prodotto: “Trovo stupefacente, dopo tutto quello che l’umanità ha passato, che molte persone non vedano ancora il valore dei vaccini e non si immunizzino“, dice Jansen. “La società oggi accetta solo 400 morti per COVID al giorno negli Stati Uniti, per esempio. È semplicemente sconcertante”. Curioso che per la Jansen non siano altrettanto sconcertanti le centinaia di migliaia di reazioni avverse più o meno gravi dovute al suo fantastico siero. Senza contare che usare oggi la parola “immunizzazione” suona più come una presa per i fondelli piuttosto che la descrizione medica dell’effetto di un farmaco che tutto fa tranne che immunizzare.
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Sul come abbiano fatto lei e Pfizer-BioNTech a sviluppare così rapidamente un vaccino per la SARS-CoV-2, la ricercatrice spiega: “Nel corso degli anni abbiamo costruito una solida infrastruttura, in particolare attraverso i programmi di vaccino coniugato contro lo pneumococco. Ma il COVID ha cambiato tutto in termini di approccio al concetto di ricerca e sviluppo di un vaccino end-to-end, grazie all’enorme urgenza. Quando nel marzo 2020 il nostro CEO ha detto: “Fallo entro la fine dell’anno“, mi sono detto: “È una follia!“. Ma i soldi non erano un problema, e poi si possono fare cose incredibili in un tempo incredibile. Siamo stati creativi: non potevamo aspettare i dati, dovevamo fare molto “a rischio”. Abbiamo fatto volare l’aereo mentre lo stavamo ancora costruendo“, dice la Jansen. Peccato che i “passeggeri” non fossero stati minimamente avvisati del fatto che il loro aereo montasse ali e motori difettosi e non collaudati a dovere…
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La parte successiva delle dichiarazioni della Jansen è forse ancor più inquietante. In questo trionfo di autocelebrazione, la creatrice del vaccino più utilizzato al mondo si vanta di aver potuto operare quasi senza regole: “Tutta la burocrazia è scomparsa. Abbiamo fatto le cose in parallelo, guardando i dati e facendo la produzione. Di solito, la produzione viene coinvolta solo dopo anni di programma. Ricordo le telefonate con i miei colleghi produttori: «Abbiamo quattro diversi costrutti, preparateli tutti e quattro». Poi abbiamo ristretto il campo. Abbiamo buttato via molte cose che non funzionavano, ma avevamo sempre altre cose già in scala da portare avanti”. Alla Jansen probabilmente sfugge che tutta quella burocrazia che lei è stata ben felice di evitare, serviva appunto per tutelare le persone che avrebbero dovuto ricevere le dosi salvavita. Gli effetti di quelle scelte si sono ampiamente visti, con buona pace della ricercatrice. Per leggere l’intervista completa vi rimandiamo all’articolo di Nature.

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