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Littizzetto: “Fleximan? Un seg***lo. E il carabiniere…”. La lettera-scandalo da Fazio

Pubblicato il 05/02/2024 13:07

Che Luciana Littizzetto fosse un personaggio controverso, lo sapevamo. Che, a dispetto dei suoi inizi apprezzabili nella comicità, sia via via diventata una sorta di “oracolo radical-chic” nel salotto dell’affettatissimo Fabio Fazio, era altrettanto noto. Ma l’impressione è che ogni giorno che passa la popolare showgirl perda sempre più il senso del limite. Come se le fosse concesso tutto. Nel corso dell’ultima puntata di Che Tempo Che Fa, al momento di leggere la sua consueta letterina di chiusura, la Littizzetto se l’è presa dapprima con il Carabiniere che aveva detto, durante una manifestazione, di non riconoscere l’autorità del Presidente Mattarella. (continua dopo la foto)

Fingendo di redigere un verbale, Lucianina, come la chiama Fazio, ha scritto che “fare il Carabiniere e non riconoscere Mattarella è come fare il Cardinale e non riconoscere Papa Frank”. Proprio così: Papa Frank. “E’ come se Burioni si dichiarasse No Vax e Rocco Siffredi uno che delle donne guarda per prima cosa il sorriso”. Esempi discutibili, ma fa parte del gioco. Ma il brano più scioccante la Littizzetto lo ha dedicato a Fleximan. E alla necessità di difendere lo Stato dalle persone che “prendono a esempio esempi sbagliati”. Così, la showgirl va all’attacco di “migliaia di cittadini che esultano perché un tizio abbatte gli autovelox. Venerandolo come Batman, mentre al massimo è un seg***lo”. Per poi aggiungere, con eleganza: “Nel senso di uno che sega i pali”. (continua dopo la foto)

Alla fine, Lucianina torna al suo verbale per il Carabiniere: “La verità, caro Maresciallo, è che noi abbiamo ancora più bisogno di qualcuno che faccia rispettare la legge. Il problema del nostro Paese è il disamore verso le istituzioni e quello che rappresentano. Disamore verso la nostra Storia. E disamore anche verso le battaglie e le conquiste di tanti nostri connazionali”. Chissà se i nostri avi e chi ha combattuto per la libertà avrebbe mai immaginato che qualcuno, un giorno, avrebbe sostenuto che quei sacrifici sono serviti come scusa per moltiplicare gli autovelox. E per esaltare non le istituzioni, il che andrebbe anche bene. Ma, a leggere fra le righe, il controllo che esercitano su tutti noi. Insomma, la Littizzetto si è trasformata da “rivoluzionaria” a carabiniera. La fama, spesso, fa di questi scherzi.