in

L’ex direttore Aifa: “Mix di vaccini? Non ci sono abbastanza dati per autorizzarlo”

Un governo che tace sul disastro AstraZeneca, con gli Open Day prima autorizzati in pompa magna e poi interrotti di corsa, dopo la drammatica morte di Camilla Canepa. E che nel frattempo continua a difendere la scelta, presa più per mancanza di alternative che per realte convinzione, del “mix di vaccini”: a chi ha già ricevuto il farmaco anglo-svedese sarà iniettato, come seconda dose, Moderna o Pfizer. Dunque un prodotto completamente diverso. Senza studi a supportare la tesi e con l’allarme, ignorato, arrivato da Israele: “Due vaccini diversi? Sarebbe meglio farlo solo in situazioni drammatiche”.

L’esecutivo Draghi può contare, nella sua propaganda, su una buona parte di informazione totalmente asservita. In Rai, presentatori come Fabio Fazio, Lucia Annunziata e Bruno Vespa ospitano soltanto esperti o presunti tali concordi con le indicazioni del governo, togliendo spazio a chi prova a sollevare qualche legittimo dubbio. In rete, compaiono intanto articoli come quello firmato Giuseppe Remuzzi per il Corriere della Sera, dal titolo “Seconda dose con un vaccino diverso, ora abbiamo le prove: il mix è più efficace”. Ci si aspetterebbe, all’interno, che vengano citati studi scientifici a supporto di questa tesi. E invece no, soltanto accenni a “dati preliminari” e numeri in arrivo dal Dipartimento di virologia dell’Università di Ulm, nemmeno pubblicati perché non definitivi, frutto di una sperimentazione su sole 26 persone.

Viene spontaneo chiedersi: “Dov’è la scienza in tutto questo?”. Bella domanda. Nel frattempo, ignorato da quasi tutti gli organi mainstream Mario Melazzini, ex direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, spiega invece all’Huffington Post: “Quando parliamo di farmaci le persone devono avere la certezza che tutto ciò che è messo a loro disposizione sia validato scientificamente. E sul mix vaccinale, ad oggi, a mio parere non ci sono ancora dati sufficienti a supporto della decisione che è stata presa”.

E gli studi citati dal governo, uno spagnolo e uno inglese, per giustificare la decisione presa? Secondo Melazzini “sono di fase due, condotto il primo su 676 persone, il secondo su 830. Si tratta di dati non ancora sufficienti per avere un forte valore scientifico. Cosa ci dicono fin qui? Somministrando una dose con un vaccino RmNA dopo la somministrazione di una prima dose AstraZeneca c’è stata una buona risposta anticorpale, ma effetti collaterali più accentuati di grado medio. Detto questo, lo studio inglese si conclude dicendo che saranno fondamentali studi futuri per valutare la reale efficacia e sicurezza”.

Ti potrebbe interessare anche: L’Ong ci porta altri 410 migranti: Malta dice No, l’Italia Sì e l’Europa se ne lava le mani

Novara, camion forza blocco durante una manifestazione per il lavoro, sindacalista investito e ucciso

Tutti in fuga dal vaccino: a Napoli chiudono 2 hub. Crollo delle prenotazioni