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Lenta e frammentata: tra le peggiori in Europa! Quanto ci costa all’anno il peso della burocrazia

Il nostro Paese è quello che paga le bollette più care d’Europa, ma è anche quello che si trascina dietro le pesanti conseguenze del macigno burocratico e dell’inefficienza della pubblica amministrazione. “In Italia si riscontrano livelli di efficienza della Pubblica Amministrazione inferiori al livello medio dei Paesi dell’Unione, con criticità molto accentuate nel Mezzogiorno”, si legge tra le righe del Quotidiano del Sud.

Parliamo di un vero e proprio labirinto dentro il quale le imprese fornitrici di beni e servizi alle Pa devono addentrarsi fino perdersi, frenare i percorsi di crescita e frenare l’avvio di nuove attività di impresa. Nelle Regioni del Sud il peso burocratico è tale da arrivare a sottrarre 100 giorni di lavoro all’anno in azienda. (Continua dopo la foto)

Una tra le grandi toppe di questa macchina lenta e arrugginita è il clamoroso ritardo dei pagamenti da parte delle Pa alle imprese che forniscono i servizi. Se già al nel Settentrione la situazione è critica, nel Meridione le attese sono peggiori e arrivano a protrarsi in media 17 giorni più.

Di certo il fatto che la rete sia così frammentata non aiuta a rendere i processi più fluidi: sul territorio si contano oltre 10.500 istituzioni, di queste solo l’1,7% è centralizzato, il restante -circa il 98%- è sparpagliato in organi locali ciascuno dei quali segue norme e processi propri.

Ciò comporta per le aziende uno spaventoso aumento di ostacoli da superare. Non c’è da sorprendersi se risulta che ogni azienda spende -e spreca- fino a “1.200 ore in iter amministrativi e che questo a sua volta si traduce in uno spaventoso costo della burocrazia, pari a oltre 57 miliardi di euro all’anno”.

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