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L’assurdo paradosso dei 70enni: sono una categoria a rischio, ma solo il 10% è stato vaccinato

C’è un paradosso tutto italiano, l’ennesimo nella gestione assurda di questa crisi, del quale si parla da settimane sui giornali ma al quale non è stato ancora messo fine. Parliamo dell’assurda sorte delle persone che rientrano nella fascia d’età compresa tra i 70 e i 79 anni: una categoria a rischio, che finisce purtroppo spesso per occupare le stanze degli ospedali e, purtroppo, le terapie intensive in caso di positività al Covid-19. Eppure incredibilmente ignorata in questa fase della campagna di vaccinazione: soltanto il 10% di loro, infatti, ha ricevuto la somministrazione del farmaco, una percentuale inferiore anche a quella dei ventenni.

Mentre, infatti, alcuni ragazzi sono riusciti a ottenere il vaccino Pfizer perché entrati nella campagna come studenti di medicina o personale sanitario, per i 70enni i tempi sono ancora lunghissimi. Tanto da spingere il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, a lanciare l’allarme, sottolineando il pericoloso sbilanciamento: “La priorità va data a loro”. Al momento, numeri alla mano, ci sono 100 mila settantenni ai quali è stato somministrato Pfizer perché inseriti nella categoria dei lavoratori sanitari e 15 mila perché risultano personale delle Asl non sanitario. Una cifra alla quale vanno aggiunti i 70 mila ospiti delle Rsa, 141 militari e 3.200 appartenenti al “personale scolastico”.

Il totale è di 372 mila persone che hanno ricevuto la loro dose di AstraZeneca solo per questioni di età, senza aver ottenuto la somministrazione in quanto inseriti in una categoria prioritaria. Gli over 80 sono molto più avanti, nonostante qualche discrepanza tra Regione e Regioni nelle procedure, con il 65% di copertura con almeno una dose. Dopo gli allarmi, alcune aree hanno iniziato a muoversi, come il Lazio e l’Emilia-Romagna è aumentato il numero dei 70enni che hanno potuto prenotare la vaccinazione. Ma la strada è ancora molto lunga.

L'assurdo paradosso dei 70 enni: sono una categoria a rischio, ma solo il 10% è stato vaccinato

Il tutto mentre altri numeri, quelli dei positivi, parlano di 60 mila contagiati dal Covid-19 nella fascia d’età in questione tra i circa 565 mila attuali. 9mila persone con oltre 70 anni d’età attualmente colpite versano in condizioni definite “critiche o severe”. Alcuni di loro, con il vaccino, avrebbero potuto essere protetti dal contagio. Il primario di Malattie Infettive di Milano Massimo Galli ha commentato così i dati, attraverso le pagine di Repubblica: “Se ci sono più ventenni vaccinati qualcosa non ha funzionato nell’organizzazione della campagna. I giovani coperti sono comunque ancora troppo pochi per non far circolare il virus, mentre i settantenni vanno protetti perché rischiano. Anche con loro gli ospedali si intasano e tra l’altro devono ridurre le altre attività”.

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