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La sua azienda fallisce, lui beve una bottiglia di acido muriatico: il dramma di Claudio, 60 anni

Un dramma terribile, che ha scosso una comunità intera. Un gesto disperato, quello di piccolo imprenditore che ha deciso di togliersi la vita bevendo acido muriatico. Stando alle prime ricostruzioni, l’uomo lo avrebbe fatto volontariamente, deciso a farla finita perché schiacciato dalle difficoltà economiche nelle quali la sua azienda si trovava da tempo. La recente crisi economica figlia prima della pandemia e poi delle difficoltà legate al conflitto in Ucraina avrebbero dato il colpo di grazia alla sua attività.

Come raccontato da Fanpage l’uomo, Claudio Fiori di 60 anni, è stato ritrovato agonizzante nella sede della sua azienda a Sant’Andrea in Casale, una frazione nel territorio del comune di San Clemente in provincia di Rimini. In preda ad atroci dolori dopo aver ingerito l’acido, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso, in condizioni gravissime. Nonostante gli sforzi dei medici, purtroppo, è morto poche ore dopo.

Stando alle testimonianze, a chiamare i soccorsi con una telefonata al 118 sarebbe stato lo stesso imprenditore, in un ultimo ripensamento dopo aver bevuto l’acido. I tentativi dei dottori di aiutarlo, però, si sono rivelati vani. Nell’ufficio dell’azienda dove di è consumata la tragedia è stata trovata la bottiglietta con l’acido ingerito, ma non sono stati rinvenuti biglietti che spiegassero in maniera chiara il motivo del gesto disperato.

I carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto, ma tutto sembra far pensare che siano state le difficoltà dell’azienda, note a tutti nella zona, a spingerlo al suicidio. L’attività dell’uomo, una ditta specializzata nella realizzazione di quadri elettrici e impiantistica per locali pubblici, aveva dato in passato lavoro a diverse persone, ma da mesi era caduta in crisi profonda. I rincari delle materie prime potrebbero essere stati la mazzata finale per l’uomo, depresso a causa della difficile situazione economica.

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