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“La cura Draghi? Sblocco dei licenziamenti e niente sostegno alle aziende che affondano”

Draghi a tutti i costi, non sia mai. Invocato, celebrato, quasi santificato ancor prima di mettere piede per la prima volta a Palazzo Chigi. E però pronto già a regalare agli italiani le prime, sgradite sorprese, obbedendo agli ordini di un’Unione Europea verso la quale il nostro Paese sarà sempre più asservito nel corso dei prossimi mesi. Via al blocco dei licenziamenti, un depotenziamento del reddito di cittadinanza come strumento per assistere chi si troverà senza lavoro, nessun sostegno alle aziende messe in ginocchio dalla crisi. Lo ha anticipato da tempo il senatore Gianluigi Paragone, tra i pochi a non essersi ancora genuflesso al premier incaricato. Ora, iniziano ad accorgersene anche qualcun altro.

"La cura Draghi? Sblocco dei licenziamenti e niente sostegno alle aziende che affondano"

Famiglia Cristiana ha intervistato in queste ore l’economista Stefano Zamagni, docente emerito di Economia a Bologna e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali. Uno che Draghi lo conosce molto bene (“da almeno 35 anni, anche se lui è più giovane di me”) e che pur definendo il premier incaricato “preparato, competente e onesto intellettualmente” ne ha anticipato le mosse: “Gli strumenti che predilige non sono quelli del Conte giallo-verde o del Conte-giallo-rosso”. Quali scelte, allora, aspettarci? Presto detto.

"La cura Draghi? Sblocco dei licenziamenti e niente sostegno alle aziende che affondano"

“Niente sussidi a pioggia – ha spiegato Zamagni – Come il reddito di cittadinanza, niente assistenzialismo, ma sussidi mirati per chi non ce la fa. Penso al reddito di cittadinanza perché si sono ingrossati i portafogli di chi non ne aveva bisogno. E niente finanziamenti a imprese decotte, incapaci di risorgere, di spiccare il volo perché obsolete e incapaci di reagire alla crisi”. E quando scadrà il blocco dei licenziamenti? “Non verrà prorogato, molte aziende dovranno chiudere e molta gente rimarrà senza lavoro”.

"La cura Draghi? Sblocco dei licenziamenti e niente sostegno alle aziende che affondano"

Proprio in queste ore, i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) avevano formulato al premier incaricato richieste precise in due direzioni: proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid. Draghi si era limitato all’ascolto, senza sbilanciarsi sul programma del suo futuro governo. Gli indizi, però, vanno tutti in senso opposto. Prima ancora di ricevere ufficialmente le chiavi di Palazzo Chigi, Mario Draghi ha già iniziato a mostrare il suo vero volto.

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