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Stipendi più alti e meno carico burocratico. Via le prove Invalsi e molto altro ancora: ecco la ricetta di Italexit per riformare la scuola. Le proposte punto per punto

Pubblicato il 01/09/2022 10:03

In Italia tanto, forse tutto, avrebbe bisogno di una grande riforma. Una rivoluzione praticamente, visto che da anni il Paese, grazie ai vari partiti che si sono alternati indegnamente alla sua guida, sta precipitando verso il baratro. La scuola, probabilmente più di ogni altro settore, e proprio perché fucina delle nuove generazioni, è al primo posto della lista delle cose da riformare. Alle elezioni politiche del 25 settembre ci sarà la possibilità di farlo perché tra i candidati ci sarà anche Italexit, la creatura politica fondata da Gianluigi Paragone. L’obiettivo del movimento è quello di superare la soglia di sbarramento del 3% e poi dare vita a una serie di riforme strutturali del Paese. Quella della scuola è particolarmente interessante e ha accolto il favore di tantissimi insegnanti e studenti, in modo trasversale. Non è un caso, infatti, che anche Orizzonte Scuola, sito di riferimento per il mondo dell’Istruzione, ha ripreso il programma di Italexit per proporlo ai suoi elettori. Ecco cosa propone Paragone. (Continua a leggere dopo la foto)

Italexit si batterà per politiche espansive per la scuola, anch’essa per troppo tempo penalizzata, con un programma di assunzioni e di miglioramento dei salari. “Va tutelata la figura dell’insegnante, vanno migliorati i programmi sia in direzione di un recupero della nostra cultura umanistica e civica. Abolire immediatamente il demenziale obbligo di mascherine in classe, che oltretutto è dannoso per la salute dei nostri ragazzi, e qualsiasi altra limitazione alla loro libertà. Attuazione di immediate politiche di incentivi per implementare la conoscenza delle tecnologie e dell’informatica, delle lingue e di tutti gli strumenti indispensabili ai nostri ragazzi per entrare nel mondo del lavoro con le giuste competenze”. (Continua a leggere dopo la foto)

Propone ancora Italexit: “Occorre riconoscere e salvaguardare la professionalità con il giusto adeguamento degli stipendi su Base Istat e un tempestivo congruo rinnovo contrattuale fermo da più di dieci anni, prima di eliminare il contentino dato sotto forma di ‘Carta del docenti’. Ridurre l’inutile e ridondante burocrazia (Ptof, Pdp, Clil, Rav) che hanno standardizzato e spersonalizzato la funzione docente, costringendo alla verbalizzazione di ogni minimo colloquio o con asettici indicatori numerici. Eliminare le prove Invalsi e, in generale, i sistemi valutativi basati su quesiti a risposta multipla. Garantire la stabilizzazione del personale tecnico di segreteria e personale ATA, con adeguamento stipendio, perché permettono alla scuola e all’utenza una continuità relazionale importante soprattutto nella scuola dell’obbligo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Infine, scrive Italexit nel suo programma per la scuola: “Ripristinare il doppio canale di reclutamento: per il 50% da GPS 1 fascia e il restante 50% dalle GAE (non esaurite) e dalle GM dei concorsi e a seguire prevedere l’assunzione del personale tramite concorsi ordinari a scadenza biennale con il riconoscimento per la partecipazione anche degli anni di servizio svolti nelle scuole paritarie; a tal proposito risulta necessario eliminare la figura del docente esperto e del nuovo sistema di reclutamento DL 36 2022. L’aggiornamento professionale è giusto e doveroso, ma non può essere né a carico dei docenti, né lasciato agli organismi esterni nella parte contenutistica”.

Per chi volesse saperne di più, QUI è possibile consultare il programma completo di Italexit.

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