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Iss, rapporto choc: il Covid ha ucciso molto meno di una normale influenza. I dati aggiornati

Anche questa cosa, modestamente, si è tentata di dirla fin dal principio. Nella tragedia delle tante persone che sono venute a mancare con lo scoppio della pandemia, dicevamo che sarebbe stato bene dividere i morti PER Covid dai morti CON Covid. E infatti adesso, a distanza di più di un anno, i dati ci danno ragione. E non sono dati presi da qualche sito negazionista, ma è ciò che e emerge dal nuovo rapporto dell’Istituto superiore di Sanità sulla mortalità per Covid, il quale avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. Secondo il campione statistico di cartelle cliniche raccolte dall’Istituto solo il 2,9% dei decessi registrati dalla fine del mese di febbraio 2020 sarebbe dovuto al Covid 19. Come è possibile? Facciamo chiarezza. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega Franco Bechis su Il Tempo, “dei 130.468 decessi registrati dalle statistiche ufficiali al momento della preparazione del nuovo rapporto solo 3.783 sarebbero dovuti alla potenza del virus in sé. Perché tutti gli altri italiani che hanno perso la vita avevano da una a cinque malattie che secondo l’Iss dunque lasciavano già loro poca speranza. Addirittura il 67,7% ne avrebbe avuto insieme più di tre malattie contemporanee, e il 18% almeno due insieme”. Secondo l’Iss il 65,8% degli italiani che non ci sono più dopo essere stati infettati dal Covid era malato di ipertensione arteriosa, il 23,5% era anche demente, il 29,3% aggiungeva ai malanni un po’ di diabete, il 24,8% pure fibrillazione atriale. (Continua a leggere dopo la foto)

E non basta: “Il 17,4% aveva già i polmoni ammalati, il 16,3% aveva avuto un cancro negli ultimi 5 anni; il 15,7% soffriva di scompenso cardiaco, il 28% aveva una cardiopatia ischemica, il 24,8% soffriva di fibrillazione atriale, più di uno ogni dieci era anche obeso, più di uno su dieci aveva avuto un ictus, e altri ancora sia pure in percentuale più ridotta aveva problemi gravi al fegato, dialisi e malattie autoimmuni. Sarà tutto vero, non metto in dubbio i nostri scienziati. Ma se non è il virus ad uccidere gli italiani, allora mi spiegate perché la scienza ha imposto tutto quello che abbiamo visto in questo anno e mezzo abbondante?”. Una domanda che ora ci poniamo tutti. (Continua a leggere dopo la foto)

Mesi e mesi di mascherine, distanziamento, lock-down. Bechis però non è del tutto convinto dal rapporto dell’Iss: “Come facevamo ad avere quasi 126mila italiani ridotti in quelle condizioni con 3, 4 o 5 malattie gravi, destinati comunque ad andarsene se anche non fosse mai esistito il coronavirus in poco tempo? Quei numeri sarebbero un atto di accusa clamoroso nei confronti del sistema sanitario italiano da cui pure provengono. Uso il condizionale perché qualche dubbio ho su quel che viene scritto fin dal primo giorno in quel rapporto. Che risente come ogni comunicazione dell’Iss o del Cts delle direttive governative fornite via via durante i mesi, che sono state il vero e unico faro di quelli che continuiamo a chiamare «scienziati»”.

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