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Zombi nelle strade italiane: “È arrivata anche da noi!“ Allarme rosso, il piano del governo

Pubblicato il 12/03/2024 22:18 - Aggiornato il 12/03/2024 22:23

Come nei business più tradizionali – e legali –l’incrocio tra domanda e offerta sviluppa le nuove tendenze. È così anche per il lucroso mercato della droga. La cocaina non tira più, scusate il gioco di parole, e le strade delle città si riempiono di corpi ciondolanti in pieno ottundimento dei sensi, ma non è l’eroina: è persino peggio. Abbiamo già scritto del fentanyl, la “droga degli zombi” che in tre anni ha fatto più di 200mila morti. Più del triplo rispetto alla guerra del Vietnam, e infatti è nelle metropoli americane che è partita l’epidemia e la Rete pullula di video terribili con i suddetti corpi ciondolanti, completamente fuori dal mondo. Gli oppiacei sono la nuova frontiera delle sostanze prodotte in Messico (dalla Cina arrivano i componenti chimici per produrre il fentanyl, che nelle strade si trova per lo più in forma di polvere iniettabile). Per andare in overdose basta qualche milligrammo in più, perché tale oppioide sintetico è cinquanta volte più forte dell’eroina, di cui è una evoluzione chimica. Inoltre, l’eroina di strada è spesso tagliata con questa schifezza chimica e l’assuntore non lo sa. (Continua a leggere dopo la foto)
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Prevenzione e contrasto

Ora, ne parliamo di nuovo perché il fentanyl è arrivato anche in Europa, anche in Italia. Il governo di Giorgia Meloni ha elaborato una strategia per intercettare e impedire l’uso. Vediamo in cosa consiste. A Roma è stato presentato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Già nel 2021 gli Stati membri dell’Unione europea hanno riportato 137 decessi correlati al potente oppioide sintetico. Fortunatamente, in Italia non sussiste una vera emergenza, ma di certo non è un fenomeno da sottovalutare, tutt’altro. Il Piano si muove su due direttrici, prevenzione e contrasto: da un lato, alzare a livello massimo l’allerta. Dall’altro, non farsi cogliere impreparati di fronte a una potenziale emergenza. Dunque, declinato nel concreto, prevede di potenziare le misure di protezione nella produzione, nel trasferimento e nella custodia dei preparati farmaceutici a base di fentanyl, al fine di evitare furti o ammanchi. A questo scopo sono state già allertate Regioni e Asl, che dovranno vigilare su eventuali prescrizioni “anomale” di medici compiacenti. Il fentanyl, infatti, è un prodotto di sintesi noto sin dal 1960, usato in medicina come anestetico. Viene previsto un continuo monitoraggio delle scorte di naloxone, il principale “antidoto” in caso di overdose da quell’oppioide. (Continua a leggere dopo la foto)
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Le dichiarazioni

Altre iniziative annunciate dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, riassunte da il Giornale, saranno i corsi di formazione rivolti ai sanitari coinvolti in modo che siano in grado di gestire la sostanza e somministrare immediatamente l’antidoto”. Soddisfatta, la presidente del Consiglio, dopo la conferenza stampa a Palazzo Chigi, in cui è stato illustrato il Piano, si è espressa tanto sul rischio quanto sui deterrenti allo studio e su quelli già individuati: “Siamo fieri che l’Italia sia una delle primissime nazioni in Europa ad adottare un piano molto articolato di prevenzione contro l’uso improprio del fentanyl e degli altri oppioidi sintetici“. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha aggiunto: “Non vi è un’emergenza fentanyl in Italia ma vi è un’emergenza negli Usa e, visto che non esistono frontiere invalicabili, è bene non trovarsi scoperti”.

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